Italia | Emergenza sbarchi

Salvini «stufo di tutti questi morti di Stato» si aspetta le scuse dalla Francia

Tra molti applausi bipartisan e qualche cartello di protesta, le parole di Salvini al Senato sul caso Aquarius

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, riferisce sulla vicenda Aquarius nell'aula di Palazzo Madama
Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, riferisce sulla vicenda Aquarius nell'aula di Palazzo Madama (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - «Non siamo mai stati così centrali ed ascoltati». E ora «se l’Europa c’è batta un colpo o taccia per sempre». Lo ha dichiarato il leader della Lega Matteo Salvini, viceopremier e ministro dell’Interno, nel corso dell’informativa resa al Senato sulla vicenda della nave Aquarius che gli è valsa molti applausi da diversi settori dell’emiciclo, anche non di maggioranza, e qualche cartello di protesta dai banchi di sinistra, rapidamente fatti rimuovere dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Quella di Salvini è stata una fiera rivendicazione dell’operato del governo, ammonendo Unione Europea e i tradizionali alleati europei occidentali dell’Italia a prendere atto che a Roma la linea è cambiata.

"Parlo a nome di un popolo intero"
«Parlo – ha ammonito in particolare in direzione Eliseo - sicuramente a nome del governo e della sua maggioranza. Ma ho l’ambizione di parlare, credo, a nome di un intero popolo: quello italiano. Non abbiamo niente da imparare in termini di accoglienza, generosità e solidarietà da nessuno. Il problema non è il derby Italia-Francia. Il problema è che la nostra storia non merita di essere apostrofata da alcuni termini e spero il governo francese dia le scuse ufficiali nel più breve tempo possibile». Salvini ha poi voluto ringraziare la Spagna e "il buon cuore del presidente Sanchez. Mi auguro e spero che eserciti la sua generosità anche nelle prossime settimane, avendo spazio per farlo». Nel nostro paese «ci sono 170mila richiedenti asilo, mentre in Spagna sono 16mila. Dunque il presidente Sanchez ha ampio margine per esprimere la sua generosità, anche nelle prossime settimane».

Entro fine mese in Libia
Il neoministro dell'Interno ha voluto essere molto chiaro anche su un altro punto: «Sono stufo dei bambini che muoiono nel Mediterraneo perché qualcuno li illude che ci sia in Italia e in Europa lavoro per tutti. Sono stufo di questi morti di Stato». E se qualcuno preferisce il business – ha incalzato fra l’altro Salvini su scafisti e migranti - si accomodi in una cooperativa. Inoltre, ha ribadito, «stiamo lavorando perché entro il mese di giugno io possa andare in Libia per garantire eguaglianza di diritti e di doveri su entrambe le sponde del Mediterraneo».

La stoccata contro Soros
Fra i passaggi più applauditi di Salvini, oltre alla difesa del nazionalismo, c’è stata la nuova stilettata all’indirizzo della filantropia di George Soros. «L’oggetto della prossima informativa sarà da dove vengono le sovvenzioni alle Ong internazionali. Perché io amo il volontariato, ma quando leggo che dietro certe organizzazioni c’è Open Society di Soros qualche dubbio inizia a venirmi su quanto sia spontanea questa generosità».