19 settembre 2018
Aggiornato 10:30

«Oggi è un nuovo inizio»: con #chiudiamoiporti è nata l'Italia di Salvini

Con la decisione di non consentire lo sbarco della nave Aquarius il leader della Lega ha vinto il suo braccio di ferro. E ora è il 'lato forte' del governo
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini (ANSA)

MILANO - «Contiamo da oggi un nuovo inizio, i miei predecessori non avevano ritenuto di alzare i toni in maniera costruttiva». Con queste parole il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, al termine della riunione del Consiglio federale della Lega, è intervenuto in conferenza stampa in relazione alla vicenda della nave Aquarius carica di migranti che sarà 'accolta' dalla Spagna. «Abbiamo segnato un punto a nostro favore, non è la fine di nulla, nel senso che un'altra nave Ong si trova a 28 miglia dalla Libia in attesa del suo ricco carico di esseri umani, evidentemente qualora facesse questo carico continueremmo la nostra linea di buonsenso e condivisione», ha spiegato il vicepremier. «Tutte queste Ong non hanno una sola bandiera Italia, c'è mezza Europa lì dentro, ma a farcene carico siamo soli noi. Costruire una nuova Europa fondata su solidarietà vera e non a parole, sono contento di essermi fatto carico di aprire questo squarcio di giustizia».

Il nuovo corso dell'Italia
La lettura a livello europeo è chiara: «Abbiamo aperto un fronte a Bruxelles, con il ministro Moavero stiamo contattando la Commissione europea perché adempia ai doveri nei confronti dell'Italia che non sono mai stati rispettati», ha continuato Salvini. Il nuovo governo italiano, ha concluso, sta lavorando su diversi fronti: «Sui costi che i cittadini italiani sostengono per questo esercito di finti profughi», sui tempi di smaltimento «che oggi arrivano a tre anni dallo sbarco» e sui diversi livelli di protezione «a garanzia dei rifugiati veri». E sul futuro - se il 'modello Aquarius' sarà la regola del suo mandato - il ministro degli Interni non ha dubbi: «Sono disposto a farmi prendere a schiaffi dalla mattina alla sera. Se non avessi frenato quanta nave avrebbe attraccato in Italia. Ci saranno altri sbarchi, non ho la bacchetta magica, mi piacerebbe che Malta si assumesse le proprie responsabilità come la Francia è la Gran Bretagna, mi piacerebbe che tutti si sentissero un po' Italia».

Governo a trazione leghista
Salvini ha smentito che il nuovo governo sia «a trazione leghista». Lo ha definito «compatto» e l'asse creato con Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, sul caso Aquarius e i 'porti chiusi' ne sarebbe la dimostrazione. Ma i fatti sono inequivocabili: è il Movimento 5 stelle ad aver accettato la posizione di 'chiusura', sul fronte sbarchi, del leader della Lega Nord. Ovviamente Salvini ha sottolineato in conferenza stampa come con i ministri del M5s ci sia stata «assoluta e totale collaborazione». Versione concordata con Danilo Toninelli che in una nota ha ringraziato «davvero» la Spagna e il premier Pedro Sanchez «che hanno deciso di accogliere la nave Aquarius. E' il segno di un nuovo vento di solidarietà e condivisione che spira in Europa su questa emergenza. Ci siamo insediati da pochi giorni e già la musica sta cambiando». Poi, una promessa che poco avrebbe a che fare con i compiti di un ministro delle Infrastrutture: «Porteremo in Europa il tema della cooperazione tra Stati nel Mediterraneo». La firma è di Danilo Toninelli. La 'mente' è Matteo Salvini.