5 agosto 2020
Aggiornato 09:30
Immigrazione

«La Tunisia esporta galeotti»: il primo incidente diplomatico, con «stupore», per le parole di Salvini

L’ambasciatore italiano in Tunisia, Lorenzo Fanara, è stato intanto convocato al ministero degli Esteri di Tunisi

Matteo Salvini visita all'hotspot di Pozzallo (Ragusa)
Matteo Salvini visita all'hotspot di Pozzallo (Ragusa) ANSA

ROMA - «Saremo ben contenti di organizzare un incontro nel più breve tempo possibile con il collega ministro dell’Interno tunisino per rafforzare e rinsaldare i rapporti sul fronte immigrazione». Le parole del ministro degli Interni e vicepremier Matteo Salvini arrivano dopo che la Tunisia ha convocato l’ambasciatore italiano alla luce delle affermazioni del leader leghista sui migranti. Salvini aveva detto, tra le altre cose, che «la Tunisia esporta galeotti». "Basta alla Sicilia campo profughi d'Europa - ha detto ieri Salvini a Catania - non assisterò senza far nulla a sbarchi su sbarchi. Servono centri per espellere». L'obiettivo resta quello di "salvare le vite" ma, ha chiarito, "pregare e commuoversi non basta, lavoro perché tutti gli organismi internazionali si impegnino a fermare partenze, sbarchi e morti». Secondo le stime dell'Oim, nel 2018 sono arrivate in Europa 36.940 persone, di cui 32.080 via mare, mentre 660 sono morte nel mar Mediterraneo. Nel 2017, le persone arrivate erano state 186.768, e i morti in mare 3.116, mentre l'anno prima rispettivamente 390.432 e 5.143.

L'ambasciatore convocato
L’ambasciatore italiano in Tunisia, Lorenzo Fanara, è stato intanto convocato al ministero degli Esteri di Tunisi. Al diplomatico italiano è stato espresso «profondo stupore» per le parole di Salvini sul dossier immigrazione, secondo un comunicato del ministero di Tunisi ripreso dalla stampa del Paese. Le frasi del ministro dell’Interno «non riflettono la cooperazione tra i due paesi nel campo della gestione dell’immigrazione» e «indicano una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisini e italiani», è stato rappresentato all’ambasciatore Fanara. 

50 migranti annegati
La querelle Italia-Tunisia arriva proprio nel giorno in cui oltre 50 i migranti annegati al largo del governatorato sud-orientale di Sfax mentre tentavano di raggiungere l’Europa. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Tunisi, aggiungendo che sono 75 i migranti tratti in salvo, tra cui 60 tunisini. Ma erano almeno 180 i migranti a bordo dell’imbarcazione affondata al largo delle isole Kerkenna. Come ha confermato un superstite, Wael Ferjani: «La barca aveva una capacità di una novantina di persone, ma a bordo eravamo 180 o 190». «Imbarcavamo acqua – ha aggiunto – Chi poteva scappare è scappato, altri sono annegati. Noi siamo rimasti lì fino alle 5 del mattino quando sono arrivati dei pescatori e poi la marina». Le autorità tunisine sono intervenute dopo aver ricevuto un Sos da una barca che stava per «affondare», a circa 8 chilometri dalle isole Kerkenna. La maggior parte delle vittime sono tunisini. Le ricerche dei dispersi sono riprese. All’ospedale Habib Bourguiba di Sfax sono intanto iniziate le operazioni d’identificazione dei cadaveri di quest’ennesima tragedia nel Mediterraneo.