20 ottobre 2018
Aggiornato 18:30

Per il Financial Times «è stata Bruxelles a consegnare l'Italia ai populisti»

Finito il momento degli attacchi, si passa all'analisi. E nello speciale sul nostro Paese il quotidiano londinese indica nell'Ue «il vero problema»
Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Arriva da Londra, dalla redazione del Financial Times, l'ennesimo tentativo di leggere la situazione politica italiana, con la vittoria elettorale e la nascita del governo di Movimento 5 stelle e Lega Nord. Un governo definito «populista» e che è riuscito ad affermarsi come «conseguenza della mala gestione» della cosa pubblica. L'editoriale del commentatore Wolfgang Munchau sostiene, stavolta, la 'non colpevolezza' del nostro Paese - «Il problema non è l'Italia, ma la mancanza di riforme» - auspica «ampi cambi politici a Bruxelles» e mette in risalto come Roma, in passato, abbia «accettato regole europee che erano profondamente contrarie agli interessi dei loro cittadini». Nell'edizione internazionale del Financial Times si legge, testualmente, come «sarà la mancanza di riforme a far andare in pezzi l'Eurozona» e non la situazione politica italiana. Da qui, il chiaro messaggio: è arrivato il momento di «battersi per la sostenibilità. Una battaglia che non può essere vinta dall’Italia da sola. Richiede ampi cambi politici anche a Bruxelles». 

Il ruolo dei precedenti governi
Tutta la 'colpa' dell'affermazione elettorale di Movimento 5 stelle e Lega Nord sarebbe, quindi, secondo Munchau da attribuire ai precedenti governi che «hanno accettato regole europee che erano profondamente contrarie agli interessi italiani». Per questo «dobbiamo smetterla di trattare il nuovo esecutivo come uno shock inatteso» ma come diretta conseguenza di anni di scelte politiche se non sbagliata almeno non condivise con la cittadinanza. «Il governo populista è la logica conseguenza di 20 anni di mala gestione dell’Italia da parte dei partiti di centro sinistra e centro destra».

L'analisi dei membri del nuovo governo
Decisamente più duro, invece, il tono dei due articoli - contenuti nello speciale odierno del Ft - sui membri del nuovo governo: «I leader populisti dell’Italia optano per un gabinetto eclettico» in cui «euroscettici dalla linea dura sono mischiati a figure conciliatorie e tecnocrati». Qui il riferimento è al neo ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, al premier Giuseppe Conte e al ministro delle Finanze Giovanni Tria. «Stanno cercando di giocare entrambe le partite, i populisti sono bravi a farlo», il commento del docente di scienze politiche all’Università di Birmingham, Daniele Albertazzi. Per questo «non è chiaro quanto saranno aggressivi i nuovi ministri all’inizio, ma a casa sono quasi certi di cercare di marcare punti con gli elettori insofferenti».