24 maggio 2022
Aggiornato 14:30
Centrosinistra

«I migranti non sono un pericolo per la democrazia»: il mea culpa di Orfini scuote il Pd

Il presidente del Pd su Facebook: «Errore legare sicurezza e democrazia a immigrazione. Abbiamo sdoganato a sinistra una lettura di destra»

Guerini, Orfini, Martina e Delrio durante l'Assemblea Nazionale del Pd
Guerini, Orfini, Martina e Delrio durante l'Assemblea Nazionale del Pd Foto: ANSA

ROMA - Una sorta di mea culpa. Ma, al tempo stesso, una forte critica interna al mondo democratico. Matteo Orfini, su Facebook, non una mezze misure e analizza in maniera molto dettagliata quelli che, secondo lui, sono i motivi che hanno portato alla sconfitta elettorale del Pd. «Abbiamo perso perché non abbiamo saputo imporre un'agenda e un racconto del paese, ma abbiamo giocato su un campo disegnato dai nostri avversari. A volte per nostri limiti, in altri casi per vera e propria subalternità. Abbiamo pagato una vera e propria crisi di egemonia, per usare categorie antiche. Uno degli esempi che meglio spiega quanto sto provando a dire è proprio il tema dell'immigrazione». Parole dure, quelle del presidente del Partito democratico, che chiamano direttamente in causa l'operato degli ultimi due governi, quello di Matteo Renzi e di Paolo Gentiloni».

Gli errori del Pd sul fronte immigrazione
Matteo Orfini parte dal tema più caldo, quello dell'immigrazione: «Quando abbiamo sostenuto che i flussi migratori mettevano a rischio la democrazia nel nostro paese abbiamo scelto di dire una cosa enorme e enormemente falsa. Quando abbiamo accettato di declinare il tema della sicurezza collegandolo esclusivamente al tema migratorio, abbiamo accettato la lettura falsa e strumentale della destra invece di contrastarla. Quando non abbiamo contrastato la campagna che dipingeva le ong come organizzazioni para-malavitose, abbiamo reso quasi impossibile il lavoro di chi ha la sola colpa di provare ogni giorno a salvare vite umane».

«Abbiamo seguito la pancia e non la testa»
La forte critica di Matteo Orfini continua: «Ma il clima che si respira nel Paese non ci consentiva altra scelta - viene spesso risposto a queste obiezioni. Io penso invece che un'altra opzione sia sempre possibile e sta alla politica costruirla. E che valga la pena fare anche le battaglie difficili e mettersi controvento, perché solo così la direzione del vento potrà un giorno cambiare. Noi non abbiamo saputo farlo e così facendo abbiamo sdoganato a sinistra una lettura di destra: se l0immigrazione mette a rischio la democrazia - e a dirlo è un governo di sinistra - chi dice di sparare sui barconi non avrà poi tutti i torti. D'altra parte si tratta di difendere la democrazia! E infatti in molti hanno finito per pensarla così e votare direttamente la destra».

«La responsabilità è di tutti, anche mia»
Nel Pd «tutti» hanno responsabilità per le scelte sbagliate dei governi degli ultimi anni, spiega ancora Orfini, che torna quindi a criticare la linea sull'immigrazione tenuta da Marco Minniti. «Altri mi hanno chiesto in modo più o meno garbato dove fossi stato in questi anni e perché dicessi queste cose solo adesso. Sarebbe anche una domanda sensata, non fosse che su questi temi ho sempre segnalato i miei dubbi e le mie perplessità. L'ho fatto privatamente, come sa (e potrà confermare) chi ha diretto partito e governo in questi anni. E l'ho fatto pubblicamente, in tante occasioni. Ma - aggiunge - si è scelta un'altra linea e dato che del Pd sono il presidente ritengo che la responsabilità sia anche e soprattutto mia, che evidentemente non ho avuto forza e capacità di evitare questi errori».