22 ottobre 2018
Aggiornato 02:30

«Se è questo il contratto sarà opposizione dura»: Forza Italia ora si sente tradita

Chi denuncia che «nel programma non si parla di giustizia ma di giustizialismo» e chi la prende con ironia: «Sembra l'insieme di titoli del giornale di Travaglio»
Silvio Berlusconi nel tribunale di Napoli
Silvio Berlusconi nel tribunale di Napoli (ANSA / CIRO FUSCO)

ROMA - Una giustizia col segno più. Aumentare l'uso delle intercettazioni. Potenziare la legislazione anti-corruzione, con il conseguente innalzamento delle pene per i reati contro la pubblica amministrazione e addirittura l'inserimento di un Daspo tanto per i corrotti che per i corruttori. E ancora, l'estensione della legittima difesa - voce tanto cara alla Lega Nord - e riformare, in senso restrittivo, la prescrizione. Infine, «per garantire il principio di certezza della pena» una stretta a - testuale - «tutti i provvedimenti emanati nel corso della precedente legislatura, tesi unicamente a conseguire effetti deflattivi in termini processuali e carcerari a totale discapito della sicurezza della collettività». Tradotto: ridure al minimo le misure alternative alla pena. Se, come emerso dalla bozza di documento del contratto per il governo del cambiamento, saranno questi i punti programmatici del governo Lega-M5s si può tranquillamente sostenere che Forza Italia non potrà che essere all'opposizione. Un'opposizione tutt'altro che dialogante. A confermarlo le reazioni di due esponenti del partito di Silvio Berlusconi, Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, e della deputata Jole Santelli.

«Contrasteremo questo governo con risolutezza»
«Se il contratto di governo che Salvini e Di Maio annunciano essere in dirittura d'arrivo somigliasse alla bozza pubblicata ieri sera dalla stampa, Forza Italia lo contrasterebbe nelle aule parlamentari con risolutezza. I contenuti e le proposte infatti sono lontani anni luce dalle nostre idee e dal programma presentato agli elettori dal centrodestra». La presa di posizione di Anna Maria Bernini capogruppo di Forza Italia al Senato, è netta: «Il taglio decisamente giustizialista, la surreale richiesta alla Bce di cancellare 250 miliardi di debito all'Italia, i provvedimenti in tema di prescrizione, l'inasprimento delle pene per vari reati per i quali sono già previste sanzioni e il reddito di cittadinanza - aggiunge - impongono un giudizio nettamente negativo. Vedremo cosa alla fine partorirà questo tavolo, ma le prime indiscrezioni appaiono decisamente allarmanti».

«Non è una politica sulla giustizia, sono i titoli di Travaglio»
Ancor più lapidario il commento di Jole Santelli, deputata di Forza Italia, che in una nota definisce la pagina «più buia» della bozza di contratto tra Movimento 5 stelle e Lega Nord, tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, quella sulla giustizia, «un insieme di slogan connotati dal più bieco giustizialismo; più che una politica sulla giustizia appare come un insieme di titoli del giornale di Travaglio. Non un quadro d'interventi finalizzati ad affrontare il tema giustizia ma il decalogo dettato dalle invettive dei guru della giustizia a 5 Stelle Davigo e Di Matteo».