Italia | Governo

Salvini assicura: contratto entro oggi. Non sono Batman, ma cambierò il Paese

Il leader leghista rassicura gli italiani: "Il contratto ci sarà, e lo chiuderemo oggi, abbiamo fatto bei passi avanti»

ROMA - ll leader leghista rassicura gli italiani: "Il contratto ci sarà, e lo chiuderemo oggi, abbiamo fatto bei passi avanti». Solo dopo verrà fatto il nome del premier. Il bilancio delle trattative è positivo. "Salvini non sarà mai un ostacolo al governo, farò di tutto per fa nascere il governo del cambiamento: se devo fare un passo di lato io ci sono, lo farò", chiarisce il leader della Lega, in piena sintonia con Di Maio, che da Montecitorio fa sapere di augurarsi che si possa far parte del governo "per mettersi alla prova in prima persona, ma se serve per farlo partire io e Salvini siamo pronti a stare fuori». Salvini si dice felice, e si vede: "Sono felice, si ragiona non sui nomi ma solo sul futuro dell'Italia e si ragiona con il M5s in maniera corretta e costruttiva, non solo sui ministeri, si ragiona in maniera corretta, lineare, positiva e costruttiva, pur partendo da posizioni diverse".

"Nessun Batman, ma voglio cambiare il Paese"
Ribadisce di volere cambiare il Paese. "Sono felice perché si ragiona solo sul futuro dell’Italia", ma senza aspettarsi miracoli, "non c’è Batman, Superman né l’Uomo Ragno, né i Superpigiamini», strizzando l’occhio «a tutti i genitori di bambini di 2-3 anni come mia figlia». «C’è una persona normale che andrà al governo solo per fare ciò che mi è stato chiesto, porto la Lega al governo e porto al governo voi solo e soltanto se c’è un programma nero su bianco coi tempi, i costi , i modi. Oggi sono contento non solo perché c’è il sole ma perché abbiamo fatto tanti passi in avanti e perché vedo che stanno usando i soliti trucchetti contro di noi. Arrivano i barbari a Roma, come scrive il Financial Times? Meglio barbari che servi, che svendono la dignità, le aziende, perfino il futuro degli italiani».

Legge Fornero e tasse
Da dove si parte, quindi, col programma? «Si è trovato un punto di incontro su come smontare la legge Fornero restituendo il diritto alla pensione alla vita e al lavoro a milioni di persone tra i 50 e i 60 anni e soprattutto il diritto al futuro e a una pensione dignitosa a tantissimi giovani», spiega Salvini. Uno dei punti del programma riguarda poi la burocrazia e lo sviluppo: «Via a spesometro, studi di settore, tagli di tutte quelle scartoffie che fanno perdere tempo, via alla grande riforma fiscale, partendo dalle imprese». L’obiettivo è «pagare meno per pagare tutti, avere un’aliquota fiscale unica e e meno tasse, via alla tassa sulle sigarette elettroniche». Altro punto chiave riguarda la giustizia, con «processi più veloci». Per la scuola Salvini pensa ad un riforma «che superi quella di Renzi», ma nel programma c’è anche la tutela dell’agricoltura e della pesca: «L’impegno della Lega è sacro contro il falso made in Italy, con un uomo o una donna della Lega che se ne occupino».

Il capitolo immigrazione
Ma il capitolo forte resta quello dei rimpatri, dell’immigrazione su cui Salvini ha costruito la sua carriera politica. «L’Italia non deve calare braghe, non bisogna far finta che in Italia ci sia casa lavoro per tutti, nel programma di governo c’è scritto»: Salvini lascia capire che sarebbe opportuno «un ministro della Lega che sarebbe garante del fatto che in Italia entra chi ha il permesso: per le brave persone nel nostro Paese c’è un futuro, non per i delinquenti». Tra gli obiettivi, l’allontanamento degli irregolari, l’assunzione di giudici e personale per esaminare le richieste di asilo, la stretta all’immigrazione clandestina. «Se parte un governo con la Lega i 5 miliardi spesi dalla sinistra per l’accoglienza e i centri di immigrati vengono tagliati per mettere un bel po’ di soldi sul capitolo allontanamenti ed espulsioni».

Le solite minacce
«Più ci insultano, minacciano, ricattano, più mi vien voglia di partire con questa sfida», dice Salvini. «Stanno usando gli stessi vecchi trucchetti» tipo «sale lo spread». «Se qualcuno pensa di intimorirci, perché devono decidere loro, allora no. Se nei salottini sono preoccupati, allora stiamo facendo qualcosa di giusto», insiste Salvini sostenendo che tutti i giornali li attaccano, lasciando intendere che per lui questo è solo il sintomo di una strada giusta intrapresa. Uno dei punti qualificanti del governo che sta per nascere è anche «dare l’autonomia alle Regioni che lo chiedono: se lo Stato fa tutto, fa poco e male. Se Bruxelles fa tutto, fa poco e malissimo. Lasciamo che l’Italia delle bellezze e delle autonomie si gestisca». "Vi ricordate come andò a casa il Governo Berlusconi?  - dice ancora - Sale lo spread, scendono le Borse, preoccupazione in Europa, a Berlino, a Washington. Se nei salottini dove hanno deciso che i nostri figli devono vivere di precarietà e paura sono preoccupati vuol dire che stiamo facendo qualcosa che è giusto». E replica così agli allarmi che arrivano dalla stampa economica estera.  "Il Financial Times ha detto che stanno arrivando i barbari. Meglio barbari che servi, che svendono la dignità, il futuro, le aziende, perfino i confini dell'Italia. Prima gli italiani". 

Il contratto
E dunque ecco i punti principali del contratto di governo:

  1. dall'euro si deve poter uscire;
  2. l'Europa deve cambiare radicalmente;
  3. via le sanzioni alla Russia;
  4. rivalutare la presenza dei contingenti italiani nelle missioni all'estero;
  5. chiedere alla Bce di cancellare 250 miliardi di debito pubblico;
  6. vendere 200 miliardi di patrimonio immobiliare pubblico
  7. a Cassa Depositi e Prestiti tutte le partecipazioni dello Stato nelle aziende;
  8. rimarrà la progressività delle imposte;
  9. condoni ma anche carcere per gli evasori fiscali;
  10. superare la legge Fornero stanziando 5 miliardi "per agevolare l'uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse";
  11. reddito di cittadinanza da 780 euro mensili con uno stanziamento di 17 miliardi annui;
  12. Comitato di Conciliazione per appianare eventuali dissensi tra M5s e Lega;
  13. per i migranti superamento del regolamento di Dublino;
  14. chiusura delle moschee e delle associazioni islamiche radicali;
  15. riforma ed estensione della legittima difesa;
  16. potenziamento delle intercettazioni;
  17. riforma della prescrizione;
  18. chiudere le fonti inquinanti dell'Ilva a Taranto e salvaguardare i livelli occupazionali.