16 dicembre 2019
Aggiornato 03:00
Governo

Il flop del vertice a Palazzo Grazioli: cosa farà il centrodestra?

Un ultimo vertice, stamani, nel centrodestra in vista del terzo ed ultimo giro di consultazioni al Quirinale per la formazione del governo

Il segretario della Lega Matteo Salvini entra a Palazzo Grazioli per il vertice del centrodestra
Il segretario della Lega Matteo Salvini entra a Palazzo Grazioli per il vertice del centrodestra ANSA

ROMA - Un ultimo vertice, stamani, nel centrodestra in vista del terzo ed ultimo giro di consultazioni al Quirinale per la formazione del governo. Il segretario della Lega Matteo Salvini è a Palazzo Grazioli – dove ci sono anche Giancarlo Giorgetti per il Carroccio e Ignazio La Russa per Fratelli d’Italia – dopo l’incontro di ieri finito senza accordo. Salvini ha ripetuto la sua posizione contraria ad un governo del presidente. Secondo il leader del Carroccio senza un governo politico che dia garanzie agli italiani sarebbe meglio andare al voto al più presto. Dal canto suo Silvio Berlusconi non intende rimanere fuori da un eventuale governo politico con il Movimento cinque stelle, impensabile dunque un appoggio esterno. «Ieri sera si è ribadito che il centrodestra è unito nel dire no a un governo del presidente. Oggi andremo al Quirinale a chiedere che il governo venga dato al centrodestra, con incarico a Salvini o a un altro esponente della coalizione che Salvini indicherà», ribadisce di buon mattino la senatrice di Forza Italia, molto vicina a Silvio Berlusconi, Licia Ronzulli. Le posizioni tra i due principali partiti usciti dal voto del 4 marzo restano distanti.

Il rebus Mattarella
Il Movimento cinque stelle continua a puntare a un accordo con la Lega, ma senza Forza Italia, mettendo sul piatto anche la possibilità di Di Maio di farsi da parte. Fuori da questa ipotesi per Luigi Di Maio l’unica strada possibile è il ritorno alle urne «a giugno o anche a luglio». Con queste premesse si aprono le consultazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che senza un accordo di maggioranza sarebbe intenzionato ad un governo di tregua per traghettare il Paese fino al 2019, quando realisticamente si tornerà al voto.

Gentiloni bis?
Ieri, sera, intanto, è tornato a parlare anche il premier Paolo Gentiloni a proposito della possibilità di restare a Palazzo Chigi: «Preferirei non proseguire ma se me lo chiede Mattarella…», ha detto. Il presidente del Consiglio ha anche espresso perplessità sulla decisione di non dialogare con i Cinque Stelle perché andare al tavolo, ha sottolineato, «avrebbe messo a nudo le contraddizioni» del Movimento. Sul fronte Pd arriva l’ennesima smentita da parte dello staff di Matteo Renzi che «a differenza di quanto riportato oggi da alcuni quotidiani non ha mai incontrato né si è mai sentito con Luigi Di Maio. Tra i due non vi sono stati dopo il 4 marzo né contatti, né trattative, né sms».