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«Mio padre nei libri di storia»: scontro a distanza tra Marina Berlusconi e Di Battista su papà Silvio

Scontro a distanza tra Marina Berlusconi e Alessandro Di Battista sulla figura di Berlusconi. Ecco la replica del grillino

Alessandro Di Battista e Marina Berlusconi
Alessandro Di Battista e Marina Berlusconi (ANSA/ANGELO CARCONI, ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

MILANO - Duro scontro a distanza tra la figlia di Silvio Berlusconi, Marina, e l’ex deputato pentastellato, Alessandro Di Battista. Dopo l’attacco del Presidente di Fininvest e Mondadori, Marina Berlusconi, sferrato contro Alessandro Di Battista, non poteva mancare la pronta risposta dell’ex deputato pentastellato. «Mio padre si è conquistato un posto nei libri di storia, del signor Di Battista non credo che su questi libri troveremo grandi tracce», ha detto all’Ansa la presidente di Fininvest e Mondadori Marina Berlusconi al termine dell’assemblea della casa editrice, commentando la frase del padre secondo cui nel suo gruppo i grillini potrebbero solo «pulire i cessi». «Beh, cosa volete si risponda a chi ti dice di non voler nemmeno sedersi a un tavolo con te, dimostrando un assoluto disprezzo della democrazia? O a chi addirittura ti definisce «il male assoluto», come dire Stalin, Hitler, il diavolo?». Riferimento agli attacchi di Di Battista contro il «berlusconismo».«Io considero da 25 anni Berlusconi e ancor di più il ‘berlusconismo’ con tutte le sue manifestazioni successive (il renzismo ne è una delle tante) il male assoluto del nostro Paese», aveva scritto su Facebook il pentastellato in procinto di partire per il Sud America.

"Mio padre, dal nulla dà lavoro a 20mila persone"
«Se non fosse drammatico, perché c’è di mezzo il futuro del Paese – ha detto Marina Berlusconi -, sarebbe da prenderla come la ridicola sparata di ragazzi arroganti che non hanno nulla di costruttivo da proporre e quindi devono cercarsi a tutti i costi un nemico. Stiamo parlando di un signore, mio padre, che è uno dei più grandi imprenditori italiani, ha creato dal nulla un gruppo che dà lavoro a 20mila persone, un gruppo che ha pagato dalla sua nascita 10 miliardi di tasse. Stiamo parlando di un signore che ha innovato nelle imprese e in politica, ha raccolto oltre 200 milioni di voti, ha guidato l’Italia per nove anni realizzando innumerevoli riforme, ha ridato orgoglio a questo Paese trattando da pari a pari con i più grandi leader del mondo. Mio padre alza il telefono e parla con Vladimir Putin o con Angela Merkel, e chi lo offende parla al massimo con un comico o un esperto di computer. Mio padre si è conquistato un posto nei libri di storia, del signor Di Battista non credo che su questi libri troveremo grandi tracce».  

Di Battista: "Per 5 anni ho contrastato immoralità"
Immediata la replica di Di Battista, che sulla sua pagina Facebook scrive: «La Signora Marina Berlusconi ha rilasciato questa dichiarazione: «Mio padre si è conquistato un posto nei libri di storia, del signor Di Battista non credo che su questi libri troveremo grandi tracce». Ha ragione, io non mi sono guadagnato un posto nei libri di storia. E mi sta bene così, mi accontento di aver fatto il parlamentare senza mai risparmiarmi, di aver contribuito ad un Movimento capace di contrastare con forza l’immoralità dilagante nel nostro Paese. Mi accontento di aver rappresentato per 5 anni il Popolo italiano comportandomi come ho sempre ritenuto debba comportarsi un parlamentare della Repubblica».

"Io contro lo strapotere della finanza"
E ancora: «Mi accontento di aver denunciato storture, corrotti, ingiustizie. Ho combattuto contro il primato della finanza sulla politica e contro lo strapotere del capitalismo finanziario. Ho fatto tutto questo piazza su piazza, km dopo km e facendolo non soltanto non mi sono arricchito ma sono riuscito a restituire molti più denari di quelli che ho guadagnato. Sono fiero della persona che sono e questo lo devo innanzitutto a mio padre, un piccolo imprenditore che non ha mai abbassato la testa o cercato la via più facile. Anche lui non si è guadagnato un posto nei libri di storia ma si è guadagnato un posto fondamentale nella mia vita. Perché mi ha insegnato l’amore per la legalità e l’intransigenza. Mi ha insegnato ad esser bravo (spero di esserci riuscito) e non ad esser furbo. Mi basta questo Signora Berlusconi e soprattutto mi inorgoglisce l’essere uscito dal Parlamento per mia volontà e non per via di una condanna per frode fiscale come successo a suo padre. Ognuno ha i suoi modelli, le sue aspirazioni e gli esempi da seguire».

Governo: Marina Berlusconi, ci vorrebbe una sfera di cristallo
Mrina Berlusconi si è anche soffermata sul futuro governo: "Ci vorrebbe una sfera di cristallo. Io auspico un governo che possa fare le cose di cui ha bisogno questo paese». E non ha risparmiato un commento sulla sentenza di Palermo sulla trattativa tra stato e mafia che ha portato alla condanna di Marcello Dell'Utri, storico collaboratore di Silvio Berlusconi:"E' una sentenza davvero priva di fondamento, in processo non è stato presentato uno straccio di prova». "L'Italia non merita di vedere la propria storia riscritta da sentenze come quella - si sfoga Marina - quella sentenza quel verdetto e anche il modo con cui e' stato utilizzato per andare contro mio padre con la giustizia non hanno assolutamente niente a che vedere. La giustizia dovrebbe guardare ai fatti e basarsi sui fatti. I fatti li conosciamo, in processo non e' stato presentato uno straccio di prova». Ricorda che "l'allora procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso aveva detto che sarebbe stato giusto dare un premio ai risultati raggiunti dai governi Berlusconi nella lotta alla mafia: Questi sono i fatti, ma ora sembra che i fatti non contino nulla e vengano cancellati dalle strumentalizzazioni e mistificazioni nel piu'assoluto disprezzo della verita'".