29 agosto 2025
Aggiornato 06:00
Governo

Di Maio non molla: «Solo con Lega». Salvini: «Mantengo fede al voto del 4 marzo»

Matteo Salvini ha anche specificato di non voler fare accordi sparsi in Parlamento con i cosiddetti "mendicanti di voti"

Luigi Di Maio e Matteo Salvini.
Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Foto: ANSA

PALERMO - Matteo Salvini non era presente, ieri, alle consultazioni, e la cosa non è sfuggita a Luigi Di Maio. Il quale, parlando con i giornalisti al termine dell'incontro con la presidente del Senato Elisabetta Casellati, ha rimarcato il fatto che il centrodestra, per lui, è solo un trucchetto elettorale, tanto che il suo leader, Salvini, alle consultazioni non si era nemmeno presentato. E ha ribadito la sua proposta: contratto alla tedesca da sottoscrivere con la Lega, dando tempo una settimana al suo leader per dare una risposta.

La risposta di Salvini
Da Catania, Matteo Salvini una risposta l'ha già data: «Non è il leader della Lega che deve mollare qualcuno. Io mantengo semplicemente fede al voto degli italiani di un mese fa». «Se mi si chiede di fare il governo, i voti probabilmente li trovo perché in Parlamento c'è gente che pur di stare lì vota il 'governo laqualunque'. E io ricontratto ogni settimana il mio programma di governo in aula con questi mendicanti del voto che chiedono favori a tizio e a caio? Assolutamente no. E' l'ultima cosa che voglio»

Premiership? A una figura terza, quarta, quinta...
«L'unico governo possibile è quello con i primi e i secondi arrivati. Centrodestra come centrodestra, più i 5 Stelle che si mettono al tavolo per discutere sulla legge Fornero, quando e come la smontiamo? Come tagliare le tasse? L'immigrazione, come l'affrontiamo? E i tagli degli sprechi? Il presidente del Consiglio può non essere Salvini, può non essere Di Maio. Ci si mette d'accordo perché sia qualcun altro. Se Di Maio dice di volere essere lui, allora crolla tutto. Può essere una figura terza, quarta, quinta, sesta»