15 ottobre 2019
Aggiornato 04:00

Mulè (Fi) contro il «comizio» del «ministro della Giustizia» a 5S Di Matteo: «Sconvolgente monologo»

Durissimo attacco del deputato di Forza Italia Giorgio Mulè contro Nino Di Matteo, intervenuto al Sum #02 del M5s

Nino Di Matteo interviene durante il convegno "SUM #02 Capire il Futuro" del M5S presso l'associazione Gianroberto Casaleggio a Ivrea
Nino Di Matteo interviene durante il convegno "SUM #02 Capire il Futuro" del M5S presso l'associazione Gianroberto Casaleggio a Ivrea ANSA

IVREA - "Ho ascoltato con attenzione i trenta minuti del 'comizio' del pubblico ministero Nino Di Matteo davanti alla platea dei 5Stelle, che lo vorrebbe ministro della Giustizia, a Ivrea. Si tratta di un monologo sconvolgente, che avrebbe dovuto già provocare una sollevazione in tutti coloro che hanno a cuore lo stato di diritto in Italia». Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia, durissimo in una nota contro il pm.  "Tacciono i titolari dell'azione disciplinare, tace il Consiglio superiore della magistratura e ovviamente tace l'Associazione nazionale magistrati" prosegue. "E se è vero che chi tace acconsente, allora siamo davvero a una sottovalutata e pericolosissima vigilia di un periodo del terrore ove mai i 5Stelle dovessero avere la responsabilità di governare il Paese".

"Anticamera della morte delle garanzie"
Le parole del magistrato con l'indicazione dei provvedimenti da adottare in materia di giustizia, con i massimi dirigenti del Movimento a spellarsi le mani in segno di approvazione, sono infatti - insiste Mulè - l'"anticamera della morte delle garanzie" in Italia. Tra le perle del programma sulla giustizia consegnato da Di Matteo agli adoranti pentastellati c'è l'affievolimento del rito accusatorio nel nostro processo, che significherebbe il ritorno al sistema inquisitorio con annessa mortificazione dei diritti della difesa, l'estensione delle intercettazioni telefoniche e ambientali, l'allargamento all'infinito dei termini di prescrizione, che è la condanna alla morte civile degli indagati, l'estensione delle misure di prevenzione patrimoniali durante le indagini preliminari e dunque in assenza di qualsiasi condanna.

Via D'Amelio docet...
A Di Matteo, che "in spregio a qualsiasi valore di terzietà che dovrebbe stare in capo a un magistrato sventola sentenze di Cassazione come fossero verità divine per attaccare Silvio Berlusconi", è appena il caso di ricordare - osserva il deputato azzurro - che non sono affatto rari i casi di macroscopici errori commessi dalla Cassazione: "Lui ne è diretto testimone avendo partecipato e avallato l'inchiesta che portò alla condanna definitiva in Cassazione all'ergastolo di nove innocenti per la strage di via D'Amelio». Parliamo di nove innocenti rimasti per diciotto anni in carcere facendo scempio di verità e giustizia per un processo che giusto tre mesi fa il Procuratore generale di Caltanissetta ha commentato così: 'L'epilogo di questa vicenda deve indurci a riflettere sulla fallacia della giustizia umana e sul rischio sempre incombente dell'errore giudiziario'. "Inizi a impararlo Di Matteo" conclude Mulè, "lui preferisce pronunciare invettive dense di livore e pregiudizio nei confronti di chiunque non sia allineato al suo fragilissimo e pericolosissimo pensiero. Sia chiaro: ad essere in pericolo non è il garantismo, ma le stesse radici della convivenza civile".

Sgarbi: "Il processo di Di Matteo è un processo alla politica contro la vera antimafia"
Interviene anche Vittorio Sgarbi, che bolla la vicenda così: "L'unica mafia attiva nel quadro politico, con l'applicazione sistematica e criminale del voto di scambio, è quella del M5S; ed è emblematico che essi sostengano un magistrato esaltato contro i diritti civili che si ostina a processare, contro l'evidenza e la verità, un vero eroe dell'antimafia come il generale Mori». Il processo di Di Matteo è un "processo alla politica contro la vera antimafia" attacca Sgarbi. "E lo prova il fatto che il M5S sia tra i sostenitori della produzione di energia eolica, primo affare della mafia, come ha rivelato Riina. Alle loro accuse la politica deve rispondere con la difesa dei diritti civili, della verità e della integrità del paesaggio. L'esaltazione di Di Matteo è la prova della collusione tra la magistratura e la politica - insiste Sgarbi -. Quello che Caselli ha sempre negato ora accade, alla luce del sole. Di Matteo esalta 5 stelle, 5 stelle esaltano Di Matteo. Lode a Emilio Carelli che ha mantenuto la sua dignità di giornalista contro il fanatismo talebano. Biasimo a Nuzzi, emulo di Scanzi nell'inginocchiarsi davanti ai fascisti di 5stelle".