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Pd, l'attacco di Orlando a Renzi scatena la bagarre

Il leader della minoranza Andrea Orlando aveva osservato su Renzi: "O ritira le sue dimissioni, o lasci lavorare Martina"

Matteo Renzi e Andrea Orlando.
Matteo Renzi e Andrea Orlando. (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - Era prevedibile che le avances di Luigi Di Maio al Partito Democratico avrebbe ulteriormente aggravato le tensioni che percorrono il partito da dopo il 4 marzo. Oggi, lo si è compreso bene dalle parole del leader della minoranza Andrea Orlando, che ha invitato l'ex segretario Matteo Renzi - protagonista di un incontro serrato con i suoi fedelissimi a Roma - a ritirare le dimissioni oppure a farsi da parte. Una posizione condivisa da alcuni esponenti del Partito Democratico. Come dall'onorevole Silvia Velo, sottosegretario al Ministero dell'ambiente: «Le parole di Andrea Orlando sono solo parole di buon senso che dovrebbero essere condivise da tutti e non un attacco a qualcuno. Non vedo alcuna polemica nella proposta di profonda riflessione sul futuro del partito fatta dal ministro" ha dichiarato. «In un momento in cui il Pd è impegnato tanto nelle consultazioni per il nuovo Governo quanto nel ritrovare la rotta dopo la dura sconfitta del 4 marzo - aggiunge - non si possono disorientare gli iscritti e gli elettori. Maurizio Martina si è fatto carico di un compito difficile, va supportato affinché lavori con la massima serenità e non messo in difficoltà».

I difensori di Renzi
Di tutt'altro avviso Ernesto Magorno, parlamentare Pd: «Le parole di Orlando non sono una bella cosa per il futuro del Pd. Serve unità e coerenza sul percorso deciso in direzione. Perché questi attacchi a Renzi?» ha chiesto. Sulla stessa linea il senatore dem Dario Parrini: "Le parole di Orlando contro Renzi mi paiono strumentali. Queste polemiche fanno male al nostro partito. Il Pd ha bisogno di marciare unito sulla linea della chiarezza votata anche da Orlando in direzione. E poi c'è qualcosa che mi sfugge: per fare una riunione Renzi deve chiedere il permesso a Orlando?».

Basitanelli: Renzi non aveva promesso di stare zitto per due anni?
Il leader della minoranza Pd ha però raccolto alcuni consensi. Come quello della coordinatrice nazionale socialdem Claudia Bastianelli, che in una nota ha commentato: «I soliti epigoni non perdono occasione per difendere oltre ogni ragionevole limite un leader che, dopo aver portato il Pd al peggior risultato della sua storia, continua a bombardare il quartier generale appena abbandonato. Le reazioni alle parole di Andrea Orlando sono sconcertanti dal momento che provengono da chi aveva issato baluardi contro i caminetti per poi convocare riunioni ristrette di soli fedelissimi volte, quelle si, a far male al Pd e a destabilizzare la reggenza di Maurizio Martina. Ma Renzi non aveva promesso due anni silenti?»  «Matteo Renzi dovrebbe mostrare la stessa generosità che il PD ha sempre avuto con lui, a partire dal 2012. Maurizio Martina sta facendo un buon lavoro, dobbiamo tutti aiutarlo a gestire la transizione. Il 21 aprile abbiamo un'assemblea importante in cui decidere il nostro percorso. Tutte decisioni che si possono prendere alla luce del sole, senza fare riunioni carbonare, rispettando la comunità politica democratica che ci chiede di ripartire senza fare la ruota di scorta delle istituzioni ma facendo proposte anche restando all'opposizione e ascoltando le idee di chi ha vinto le elezioni", ha invece dichiarato Francesco Boccia, deputato PD, intervistato da Radio Radicale.