22 settembre 2018
Aggiornato 17:30

Roma sprofonda, Ispra: "Da inizio anno una voragine ogni 36 ore"

Raddoppia il numero delle voragini stradali a Roma: la Capitale è passata a 43 sprofondamenti nello stesso periodo del 2018
Una delle buche di Roma fotografate nel nostro servizio
Una delle buche di Roma fotografate nel nostro servizio (DiariodelWeb.it)

ROMA - Numeri da capogiro per la Capitale d'Italia: incremento dell'occupazione? Aumento del turismo? Macchè... a raddoppiare a Roma è il numero delle voragini stradali: dai 21 eventi registrati al 31 marzo dello scorso anno, la Capitale è passata a 43 sprofondamenti nello stesso periodo del 2018. La città sprofonda e lo ha fatto nel 2017 al ritmo di una voragine ogni 3/4 giorni: se il trend dei primi tre mesi sarà confermato per tutto il 2018, quest'anno si aprirà una voragine ogni 36 ore. La fotografia della situazione è stata offerta dall'ISPRA in occasione della presentazione del "Primo Rapporto su rischio alluvioni, frane e cavità sotterranee di Roma", nato dalla collaborazione tra Autorità di Distretto Idrografico dell'Italia centrale, Italia Sicura ed ISPRA. Negli ultimi 8 anni, spiega il dossier, il numero medio degli eventi nella Capitale è cresciuto in maniera esponenziale: da 128 voragini (16 eventi ogni anno) a più di 720 (oltre 90 all'anno).

La spesa necessaria
L'analisi ha calcolcato che per rimettere in sesto solo le 8 aree più a rischio della capitale sarebbero necessari 8 milioni di euro. Diverse le aree considerate a rischio, ma quelle più interessate dalla formazione di grandi voragini si concentrano nella porzione orientale della città: in particolare il Municipio V, il Municipio VII, il Municipio II (quartieri Tuscolano, Prenestino, Tiburtino), insieme al centro storico e le aree dell'Aventino del Palatino e dell'Esquilino rappresentano le zone più colpite. Nella porzione occidentale di Roma invece il Municipio che conta più voragini è il XI, seguito dal Municipio XII (quartieri Portuense e Gianicolense). Per gli esperti dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, la causa principale della formazione delle voragini capitoline è la presenza di numerose cavità sotterranee, che si concentrano per lo più nella porzione orientale della città, di origine antropica scavate dall'uomo a vario titolo, principalmente per l'estrazione dei materiali da costruzione. Questi vuoti costituiscono in molti casi una intricata rete di gallerie. Finora l'Ispra ha censito e mappato 32 kmq di gallerie sotterranee che giacciono sotto il tessuto urbano, ma molte aree sono ancora sconosciute: manca all'appello, ad esempio, la grande Catacomba scomparsa di San Felice, sulla Via Portuense, che costituiva uno dei principali cimiteri della Roma cristiana del IV-V sec. L'ISPRA infine stima i costi: agli 8 milioni necessari per la progettazione e la bonifica degli otto siti più a rischio vanno aggiunti 3 milioni di euro - 1 milione l'anno per almeno 3 anni - per completare il censimento e la mappatura delle zone con presenza di cavità sotterrane. Per la capitale, dunque, il costo totale ammonta a 11 milioni di euro.

"La più elevata esposizione d'Europa"
Dal rapporto emerge che le alluvioni sono entrate a far parte della storia ufficiale e popolare della Capitale con l'acqua del Tevere giunta a livelli di grande pericolosità e impatto in diverse epoche. I problemi sono molto gravi come hanno dimostrato le piene dell'11 dicembre 2008, del novembre 2012 e del gennaio 2014 con zone sott'acqua. Le cartografie aggiornate dell'Autorità di Distretto mostrano fragilità mai strutturalmente affrontate. Il rischio oggi riguarda un territorio urbano di 1.135 ettari "dove vivono e lavorano circa 250.000 persone", è la più elevata esposizione d'Europa. Roma ha zone che "non reggono nemmeno un acquazzone, come abbiamo visto il 10 settembre e il 5 novembre scorsi, piste di Fiumicino comprese. Inutile stupirsi quando il sistema fognario è in parte non in perfetta efficienza, manca la corretta e continua manutenzione dei tombini e sono inefficienti e in gran parte scomparse per sversamento di rifiuti e vegetazione spontanea circa 700 km di indispensabili vie d'acqua tributarie del Tevere e dell'Aniene: canali, fossi, sistemi di scolo"