18 gennaio 2020
Aggiornato 23:00
Caso Skripal

Caso Skripal, anche l'Italia espelle due diplomatici russi

L’Italia ha deciso l’espulsione di due funzionari dell’ambasciata russa a Roma dopo il caso Skripal

ROMA - Dopo Francia, Olanda, Paesi Baltici, Usa e altri, anche l’Italia ha deciso l’espulsione di due funzionari dell’ambasciata russa a Roma in connessione con l’avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal nel Regno Unito. Lo ha annunciato la Farnesina. In totale sono 14 i Paesi europei che «hanno deciso di espellere diplomatici russi», ha precisato su Twitter il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Oggi la Polonia ha informato Mosca della decisione di espellere diplomatici russi, ha riferito l'ambasciatore russo a Varsavia, Sergey Andreev. L'ambasciatore russo a Varsavia è stato il primo a rendere noto il motivo del colloquio presso il ministero degli Esteri del Paese in cui presta servizio. Oltre ad Andreev, infatti, sono stati convocati gli ambasciatori russi in Lituania, Lettonia ed Estonia. Mentre gli Stati Uniti hanno a loro volta annunciato l’espulsione di 60 «spie» russe, sempre come reazione per l’avvelenamento di Skripal. «A seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio Europeo del 22 e 23 marzo scorso, in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati NATO, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha notificato oggi la decisione di espellere dal territorio italiano entro una settimana due funzionari dell’Ambasciata della Federazione Russa a Roma accreditati in lista diplomatica» si legge nella nota della Farnesina.

10 Paesi Ue e Usa
Che almeno dieci Paesi dell'Ue avrebbero annunciato oggi un'azione coordinata come reazione al caso dell'avvelenamento dell'ex spia lo avevano sostenuto ieri due fonti di Bloomberg che hanno chiesto di restare anonime e anticipano "un dettagliato annuncio che sarà fatto alle 15" orario di Bruxelles. Sempre Bloomberg sabato sosteneva che anche il presidente americano Donald Trump si sarebbe preparato a qualcosa, e infatti ha deciso per l'espusione di 60 "spie" russe. Ad una risposta sulla possibile azione americana, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha detto che la Russia aspetta i fatti, poi in caso reagirà. "Non agiamo in base a indiscrezioni di stampa. Per ora non abbiamo visto né udito alcuna dichiarazione ufficiale da Washington - ha detto dichiarato il portavoce - ci faremo guidare dai fatti e dalle dichiarazioni ufficiali non dalle indiscrezioni di stampa». Peskov ha precisato comunque che sarà usato "il principio di reciprocità". 

Canada
Anche il Canada ha annunciato l'espulsione di quattro diplomatici russi. Londra ha puntato il dito contro Mosca e diversi paesi occidentali, dopo la stessa Gran Bretagna, hanno deciso espulsioni di diplomatici russi. "Stiamo prendendo queste misure in solidarietà con il Regno unito", ha detto la ministra degli Esteri Chrystia Freeland. "L'attacco di Salisbury con un agente nervino, sul territorio di uno stretto partner e alleato del Canada, è un atto deprecabile, vergognoso e spietato, che ha messo potenzialmente a rischio la vita di centinaia di persone", ha continuato.

Meloni: "Inaccettabile». Salvini: "Sanzioni e manette? Preferisco il dialogo"
Entra a gamba tesa nel dibattito italiano Giorgia Meloni, che chiosa: "Inaccettabile che un Governo dimissionario decida di espellere due funzionari dell'ambasciata russa. Sono gli ultimi colpi di coda di un governo asservito alla volontà di Stati esteri che per fortuna sarà messo presto nelle condizioni di non nuocere più gli interessi nazionali italiani". "Isolare e boicottare la Russia, rinnovare le sanzioni economiche ed espellerne i diplomatici non risolve i problemi, anzi li aggrava. Arrestare l'ex presidente della Catalogna non risolve i problemi, anzi li aggrava. Sanzioni e manette? Preferisco il dialogo. Voglio un governo che lavori per un futuro di pace, crescita e sicurezza, chiedo troppo?" scrive Matteo Salvini, leader della Lega, su Facebook.