23 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
G7 Canada

Il debutto internazionale di Conte al G7. Parola d'ordine: «Farsi conoscere e possibilmente farsi rispettare»

In Canada in programma incontri bilaterali con Macron, Merkel, Abe e forse Trump. Sul tavolo dossier caldi

Il premier Giuseppe Conte durante il voto alla Camera
Il premier Giuseppe Conte durante il voto alla Camera ANSA

ROMA- Un battesimo del fuoco per il premier, al suo primo appuntamento internazionale, con due obiettivi: "Farsi conoscere e possibilmente farsi rispettare». Il neo presidente del Consiglio Giuseppe Conte, appena incassata la fiducia, parte stasera per il Canada, dove domani e sabato parteciperà al G7 di Charlevoix, in Quebec, sotto la presidenza del premier canadese Justin Trudeau. Per Conte ci sono bilaterali già fissati con quasi tutti i leader, a partire dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, per proseguire poi con il premier giapponese Shinzo Abe e con il presidente francese Emmanuel Macron, mentre gli sherpa sono al lavoro anche per il primo faccia a faccia con Donald Trump. Piccola curiosità: Conte non viaggerà a bordo dell'A340-500, l'aereo preso in leasing da Etihad e diventato 'famoso' come 'Air Force Renzi', ma con un altro velivolo, più piccolo, della flotta di Stato. L'A340-500 dunque questa volta resta a terra e non è detto che non sia così anche in futuro. "La scelta sarà sempre quella che avrà un costo minore", si spiega dallo staff del premier.

Europa, euro e Russia, quale futuro?
Il premier, che nei giorni scorsi ha avuto un confronto sui principali dossier con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, dovrà dunque farsi "conoscere" dai partner, sicuramente interessati ad approfondire le intenzioni del governo giallo-verde e "populista" su alcuni temi fondamentali, a cominciare dalla questione dei migranti (con quello che è subito stato bollato come "incidente diplomatico" con la Tunisia) e dalla relazione con l'Unione europea, su cui Conte avrà un primo scambio di vedute con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. "L'Europa è la nostra casa" e l'uscita dall'euro "non è l'obiettivo che ci proponiamo di perseguire", ha assicurato in Senato, ma l'Ue deve essere "più forte e anche più equa». E poi c'è la questione dell'atteggiamento nei confronti della Russia, per la quale il premier ha auspicato "una revisione del sistema delle sanzioni", provocando la reazione del segretario generale dell'Alleanza atlantica Jens Stoltenberg.

Trump e i "suoi" dazi
Sul tavolo del G7, tra l'altro, ci saranno molti dossier caldi, per un vertice che si preannuncia ad alta tensione, soprattutto a causa della politica dell'amministrazione Usa di Trump sui dazi e sul nucleare iraniano. Sulla politica commerciale americana le distanze sono molto ampie, certificate dalla chiusura senza una posizione comune del G7 finanziario. Anche sul nucleare iraniano gli Stati Uniti si trovano su una posizione isolata. I sette grandi discuteranno anche della salute degli oceani, dei mari e delle coste, tema a cui sarà dedicata anche una seduta speciale a margine dei lavori, il 9 giugno, alla quale sono stati invitati esperti e leader di numerose organizzazioni internazionali.

Uguaglianza di genere e pace nel mondo
Altro tema al centro dell'agenda fissata dalla presidenza canadese è la promozione dell'uguaglianza di genere anche allo scopo di eliminare la povertà estrema e costruire un mondo più pacifico, inclusivo e prospero. Non mancherà infine una discussione sulla pace e la sicurezza nel mondo, con i leader che dovranno ribadire il loro pieno sostegno a un ordine internazionale fondato sui principi fondamentali della democrazia, dei diritti delle persone, dell'integrità territoriale e dell'aspirazione a un commercio libero e aperto.