24 gennaio 2021
Aggiornato 16:30
Governo Gentiloni

La Farnesina smentisce che stiamo svendendo le acque italiane alla Francia

La Farnesina replica a chi ha sollevato nei giorni scorsi la vicenda del cosiddetto accordo di Caen, sconosciuto ai più

ROMA - "Relativamente alle dichiarazioni di alcuni esponenti politici su possibili cessioni di acque territoriali alla Francia, si osserva che esse sono prive di ogni fondamento». La Farnesina replica così a chi in politica - Giorgia Meloni per prima - ha sollevato nei giorni scorsi la vicenda del cosiddetto accordo di Caen, di cui vi abbiamo parlato ma sconosciuto ai più. Nel marzo 2015 Italia e Francia firmarono questo accordo in cui venivano revisionati i nostri confini marittimi. L'accordo, derivante da un negoziato cominciato nel 2006 e terminato sei anni più tardi, secondo il ministero degli Esteri sarebbe stato «necessario al fine di definire i confini marittimi alla luce delle norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, che supera la Convenzione per la delimitazione delle zone di pesca nella baia di Mentone del 18 giugno 1892, convenzione che ha valore consuetudinario, in quanto applicata e mai ratificata, ai fini di colmare un vuoto giuridico». L'Italia avrebbe quindi rinunciato ad alcune porzioni di mare del mar Ligure ed al tratto compreso tra nord Sardegna ed arcipelago toscano.

Nessun effetto giuridico perché non ratificato
"L'accordo bilaterale del marzo 2015 non è stato ratificato dall'Italia e non può pertanto produrre effetti giuridici» scrive il ministero degli Esteri. Secondo la Farnesina, dato che l'accordo bilaterale del marzo 2015 non è stato ratificato dall'Italia, "i confini marittimi con la Francia sono immutati e nessuno, a Parigi o a Roma, intende modificarli». Quanto alla data del 25 marzo, "essa, come informa l'ambasciata di Francia a Roma, riguarda semplicemente 'una consultazione pubblica nel quadro della concertazione preparatoria di un documento strategico' sul Mediterraneo che si riferisce al diritto ed alle direttive europee esistenti e che non é volta in alcun modo a 'modificare le delimitazioni marittime nel Mediterraneo'.

Ma ci sono errori nelle cartine geografiche...
L'ambasciata - prosegue la Farnesina - riconosce tuttavia che 'le cartine circolate nel quadro della consultazione pubblica contengono degli errori (in particolare le delimitazioni dell'accordo di Caen, non ratificato dall'Italia)' e aggiunge che 'esse saranno corrette al più presto possibile'». Infine, dal ministero degli Esteri italiano sottolineano che "a breve si terranno consultazioni bilaterali previste a scadenze regolari dalla normativa UE al solo fine di migliorare e armonizzare la gestione delle risorse marine tra i Paesi confinanti, nel quadro del diritto esistente".