19 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

Dublino a Mattarella: «Prendiamo noi i vostri migranti»

Il presidente irlandese durante la visita a Dublino di Mattarella offre solidarietà all'Italia
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il suo omologo irlandese Michael Higgins
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il suo omologo irlandese Michael Higgins (ANSA/UFFICIO STAMPA QUIRINALE/FRANCESCO AMMENDOLA)

DUBLINO - Italia e Irlanda sono legate da storici rapporti di amicizia. Parlando a Dublino al termine dell'incontro con il sindaco della capitale irlandese, Mícheál Mac Donncha, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha posto l'accento sulla vicinanza culturale fra i due Paesi. Dublimo, ha detto, «è la capitale di un Paese cui l'Italia è legata da un grande rapporto di amicizia e collaborazione. Vi è una grande affinità culturale fra l'Irlanda e l'Italia e tra Dublino e Roma, vi è una grande sensibilità comune ch e lega queste due città e queste due nazioni».

Higgins: vi aiutiamo con i migranti
E lo stesso presidente irlandese Michael Higgins ha dimostrato piena solidarietà nei confronti dell'Italia sulla questione migratoria. Al punto da tendere una mano laddove molti altri Stati europei si dimostrano indifferenti. «Noi siamo pronti ad accogliere i profughi che provengono dal vostro paese» ha detto Higgins, perché «voi state sopportando un peso enorme». L'Irlanda si dice quindi pronta «ad ospitare una ulteriore quota di profughi, smistati da parte dell'Italia». Mattarella ringrazia e apre con convinzione alle richieste irlandesi sul fronte Brexit:  «Non si può tornare indietro, rialzare un "muro" fra Repubblica di Irlanda e Ulster. Il no alla ricostruzione della frontiera è un punto irrinunciabile nella trattativa tra Ue e Londra sulla Brexit»

L'amicizia tra i due Paesi
«Dublino - ha sottolineato il capo dello Stato - è un punto di riferimento per tanti giovani italiani che vengono qui per approfondire gli studi e per lavorare, accolti in maniera amichevole e cui danno un contributo con la loro vitalità. Questa è una città che ha delle grandi università e costituisce quindi un polo culturale di prima importanza nell'Europa e nell'Unione europea. Questo - ha concluso - è un contributo decisivo al progresso dell'integrazione europea, perché i legami culturali sono quelli che hanno fatto nascere e hanno fatto sviluppare la comune avventura e il comune destino d'Europa».