22 novembre 2018
Aggiornato 12:12

M5s, il mistero dell'addio dell'eurodeputato Borrelli

Dopo l'annuncio, da parte del capo delegazione M5s all'Europarlamento, di un addio per problemi di salute, Borrelli smentisce la motivazione personale
David Borrelli
David Borrelli (ANSA /FACEBOOK)

ROMA - «Questa mattina l'eurodeputato David Borrelli ha ufficializzato il suo ingresso nel gruppo dei non iscritti. Borrelli ha comunicato alla delegazione italiana del MoVimento 5 Stelle che la sua è stata una scelta sofferta ma obbligata da motivi di salute. Prendiamo atto che Borrelli non fa più parte del MoVimento 5 Stelle». La nota di Laura Agea, capo delegazione M5s al Parlamento europeo, ha scatenato dubbi e ulteriori polemiche sul Movimentom già impegnato nel ciclone rimborsopoli. Borrelli è stato lo scorso anno il regista dell'operazione che intendeva far passare il gruppo M5s del Parlamento europeo dagli euroscettici di Nigel Farage ai liberaldemocratici filoeuropeisti di Guy Verhofstadt (Alde). Operazione poi fallita. Borrelli, inoltre, risulta come uno dei tre soci dell'associazione Rousseau insieme a Max Bugani e Davide Casaleggio.

Motivi di salute? 
Ma poche ore dopo la pubblicazione della nota, il diretto interessato smentisce la motivazione legata a problemi di salute. Il che desta ulteriori dubbi. Un nuovo movimento di imprenditori e risparmiatori, nessun motivo di salute o epurazione. L'europarlamentare David Borrelli ha rotto il silenzio dopo 24 ore sulle ragioni che lo hanno portato a Strasburgo a iscriversi al gruppo Misto,lasciando quello del MoVimento Cinque Stelle da lui fondato con Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. "Ieri - argomenta Borrelli su Facebook- ho preso una decisione difficile che merita qualche spiegazione, perché sto leggendo troppe fantasiose ricostruzioni. Non ho problemi di salute e non ne ho mai accennato. Auguro al MoVimento 5 Stelle una strada costellata di ambiziosi traguardi e grandi successi. Per tredici anni il Movimento è sempre stato la mia casa, l'ho visto nascere ed ho avuto il privilegio di assistere molto da vicino a tutte le tappe di questa avventura. Ora è arrivato per me il momento di cambiare percorso. Nella vita mi sono sempre occupato con grande intensità di imprenditori e risparmiatori. Per questo ho deciso di aderire ad un nuovo progetto: un movimento, che nascerà a breve, e che si occuperà proprio di imprenditori e risparmiatori. Lo devo a loro, lo devo alla mia vita».

Sospetti
Una retromarcia che insospettisce il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, che parla di "bufala": «Borrelli dice: mai parlato di motivi di salute. Ma lo aveva comunicato in una nota ufficiale la capodelegazione M5s in Europa Laura Agea. Ennesima bufala targata cinquestelle: si scusino con gli italiani e con i giornalisti per fake news». E anche Matteo Renziâ?? manifesta perplessità: «Borrelli è un personaggio che dovrebbe chiarirci che rapporto ha lui con le fake news. Sto dando una notizia. E' uno dei tre capi di Rousseau». Il segretario, intervistato a L'Aria che tira su La 7, ha aggiunto: «Non mi stupirei se venisse fuori qualcosa sulle fake news su internet nelle prossime settimane...". E Di Maio è costretto ad ammettere di non essere neanche riuscito a contattare l'eurodeputato uscente: «Non mi ha risposto al telefono»

Le ipotesi
Il mistero, dunque, si infittisce. Sull'Huffington Post circola qualche ricostruzione. «L'unica spiegazione possibile è che sia stato un ordine tassativo arrivato da Milano. Gestito non alla perfezione, visto che la spiegazione dei motivi di salute non stava in piedi», ha spiega al quotidiano un influente parlamentare. La tesi al momento più accreditata sarebbe quella di uno scontro totale con Davide Casaleggio. Ma sempre all'HuffPost, «ambienti vicinissimi a Beppe Grillo» raccontano un'altra versione. «Se ci fosse stato uno scontro con Davide, Beppe lo avrebbe saputo. E invece anche lui è stato sorpreso. Non sapeva nulla e ancora non è riuscito a parlarci».  «Non so nulla di Rousseau, ci sto dentro solo perché me l'ha chiesto Beppe», diceva lo stesso Borrelli al Foglio qualche settimana prima dell'addio. E sulle sue pagine social criticava il Movimento per essere, a suo dire, più interessato alle poltrone che alle battaglie fondative, condividendo tra l'altro contenuti solo dal blog dell'ex comico, e nulla che avesse a che fare con la campagna di Di Maio. Altra versione, quella degli "affari». E qualcuno parla di un «gigantesco conflitto di interessi che sta per venire alla luce», scrive ancora l'Huffington Post.