Castelluccio, il paese terremotato dove alcune macerie spariscono in tempo di elezioni

Urbano Testa, presidente del Comitato Civico Castelluccio, ha denunciato una vicenda che solleva molti dubbi. Esplicativa della condizione dei terremotati
Una delle immagini di Amatrice divenute simboliche del sisma che ha colpito il Centro Italia.
Una delle immagini di Amatrice divenute simboliche del sisma che ha colpito il Centro Italia. (ANSA/ GRILLOTTI)

ROMA - Tra i grandi assenti di questa campagna elettorale nei proclami dell Pd di Matteo Renzi ci sono loro, i terremotati. Dopo aver promesso ricostruzione in tempi record e un programma di rimessa in sicurezza complessivo per l'Italia, le priorità del segretario Pd sembrano essere cambiate. A farci le spese, ovviamente, coloro che nel terremoto del 26 agosto e nelle tante riedizioni successive ha perso tutto, o quasi. E mentre la campagna elettorale avanza, sono i dati a parlare: un buon 30% di casette non sono ancora state consegnate e soprattutto tonnellate di macerie sono ancora per strada.  

Il caso di Castelluccio di Norcia
Eppure, in tempo di campagna elettorale, proprio sulle macerie e sulle tempistiche di smaltimento si è aperto un caso. La vicenda coinvolge il comune di Castelluccio di Norcia, una delle località dell'Italia centrale colpite dal terremoto. In un post condiviso dalla pagina Facebook «Terremoto Centro Italia» , che fa capo ai comitati spontanei nati dopo il terremoto, viene infatti riportato il caso di un capannone demolito senza il consenso del proprietario, le cui macerie sembrano misteriosamente e velocemente (per una volta) svanite nel nulla. A portare la vicenda sotto i riflettori è stato Urbano Testa, presidente del Comitato Civico Castelluccio. Leggiamo la denuncia attraverso le sue stesse parole.

Oggi sabato 10/02 sono salito da Norcia a Castelluccio per poter constatare di persona lo stato di avanzamento lavori su strada provinciale 477 . Il primo cantiere che si incontra è stato incrementato di forza lavoro e macchinari con una visibile accelerazione dei lavori. Il tratto dopo valico, scendendo nel Pian Grande, ha, invece, il cantiere completamente fermo, probabilmente a causa di neve e fondo ghiacciato. Sono presenti solo alcune macchine operatrici. La parte più stupefacente la ho incontrata nel terzo tratto, a ridosso dell’ abitato di Castelluccio. Cantiere fermo e in assenza di operai a lavoro, ma capace nel solo pomeriggio di giovedì di completare demolizione e conseguente smaltimento delle macerie del deposito di Testa Nunzio, e preparazione successiva della sovrastante pista per i macchinari battipalo. Siccome, come ho già detto, la viabilità del valico non consente l'arrivo e la partenza di mezzi pesanti, e dalla ricognizione effettuata alla ricerca non risulta un eventuale sito di stoccaggio temporaneo, che fine hanno fatto macerie e guaina di copertura del suddetto magazzino? Non sarà che questa accelerazione dei lavori in vista delle elezioni sia poi la scusa per comportamenti illeciti che mai tollereremmo a Castelluccio? E che mai abbiamo tollerato da buoni guardiani e custodi del nostro paese che amiamo e contiamo di preservare nel migliore dei modi. Chissà se anche questi dubbi e quesiti rimarranno senza risposta.

Attesa la risposta 
Ora la palla passa alle autorità competenti, da cui sono attese le necessarie risposte. Da notare, comunque, come, in un Paese in cui la ricostruzione stenta sempre a partire, suscitino giusto stupore e addirittura legittimo sospetto un caso in cui una rapida demolizione e il relativo smaltimento delle macerie avvenga in tempi record.