21 ottobre 2018
Aggiornato 12:30

Berlusconi «scivola» sul condono (bocciato da Salvini), ma poi si corregge

La proposta di Silvio Berlusconi di condonare casi di abusivismo di necessità ha aperto le polemiche. Anche all'interno della coalizione
Silvio Berlusconi e Matteo Salvini
Silvio Berlusconi e Matteo Salvini (ANSA)

ROMA - Condono sì, condono no. È proprio su questo dibattuto termine che la coalizione a tutta destra di Matteo Salvini e Silvio Berlusconi è parsa scricchiolare nuovamente. E proprio mentre si parla di inciuci, ed è iniziata la rincorsa, a partire dallo stesso Berlusconi (sugli inciuci il maggiore i indiziato), a smentire qualsiasi tendenza alle grandi intese, sul condono il centrodestra sembra scivolare sulla classica buccia di banana. Tutto è partito da un'affermazione dell'ex Cavaliere: «Bisogna cambiare le regole: chi deve costruire una casa o aprire un’attività commerciale, non dovrà più aspettare anni per permessi e licenze. Dovrà dichiarare l’inizio dell’attività e assumersi la responsabilità di rispettare le leggi. Solo dopo verranno i controlli», ha detto Silvio Berlusconi a Radio 24. «C’è la possibilità di una sanatoria edilizia per i casi di quello che si chiama abusivismo di necessità, solo se si restringe con il massimo rigore il concetto di necessità». E a chi gli ha chiesto se si tratti di un condono, l’ex premier ha risposto: «Chiamatelo come volete, l’importante è che si cambino queste regole attuali. Serve per raggiungere anche quella una pace sociale che oggi non c’è tra cittadini e fisco. L’edilizia è stata bloccata dalle imposte introdotte dal governo Monti che hanno fatto perdere, 550mila posti al mondo dell’edilizia».

Salvini: no al condono
Da qui, le polemiche. A Berlusconi ha subito ribattuto l'alleato leghista Matteo Salvini, che ha chiarito: «Rilanciare l'edilizia è fondamentale, togliendo burocrazia e tagliando tasse folli come l'Imu su capannoni e negozi sfitti. Bisogna anche bloccare le aste giudiziarie al ribasso, che falsano il mercato. Ma dico no, dico fortemente no, a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi: il nostro territorio è già troppo cementificato, occorre abbattere tutte le costruzioni abusive, a partire dalle zone più a rischio»

M5s: proposta vergognosa
Polemiche anche dal Movimento Cinque Stelle, i cui parlamentari delle commissioni Ambiente di Camera e Senato hanno ribattuto: «Le centinaia di vittime delle alluvioni e delle frane devono ringraziare proprio le politiche scellerate e criminali degli scorsi decenni e di chi ha amministrato il Paese e quei territori. Ma non contento Berlusconi continua a usare il condono e la costruzione selvaggia come promessa elettorale. E' vergognoso. E Salvini non caschi dal pero: l'ex cavaliere lo ha proprio scritto nero su bianco nel programma depositato. Quindi la Lega che è in coalizione è complice». E hanno proseguito: «Nel nostro programma abbiamo un principio che è il nostro faro: consumo di suolo zero. No a nuove costruzioni ma lavori per la messa in sicurezza del territorio: è la vera opera pubblica che serve al Paese. Tra l'altro genera migliaia di posti di lavoro, fino a 13 mila per un miliardo di euro investito», concludono i parlamentari.

Inversione a U di Berlusconi
Polemiche che hanno incoraggiato la rapidissima retromarcia del Cavaliere: «Coerentemente con quanto da sempre dichiarato, il presidente Berlusconi non ha parlato di un condono, ma di una semplificazione amministrativa per quanto riguarda l'inizio dei lavori edilizi, fermo restando ovviamente la totale e assoluta compatibilità e rispetto delle regole urbanistiche, ambientali e paesaggistiche» ha precisato lo staff del leader di Forza Italia.