4 aprile 2020
Aggiornato 05:30
Mafia

Dell'Utri resta in carcere, Tribunale respinge il ricorso per motivi di salute

L'ex senatore Marcello Dell'Utri deve restare in carcere. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Roma, che ha respinto una istanza dei difensori

Marcello Dell'Utri.
Marcello Dell'Utri. ANSA

ROMA - L'ex senatore Marcello Dell'Utri deve restare in carcere. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Roma, che ha respinto una istanza dei difensori. I legali di Dell'Utri nella richiesta al tribunale di sorveglianza sottolineavano le precarie condizioni di salute dell'ex senatore. Dell'Utri è detenuto a Rebibbia e sta scontando una pena a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso. Già il 7 dicembre scorso il tribunale di sorveglianza capitolino aveva respinto la richiesta di sospensione della pena, sostenendo che le condizioni dell'ex senatore «sono buone» e nonostante le sue varie patologie la detenzione può ancora assumere un valore «rieducativo».

Solidarietà politica
Eppure, sono stati diversi gli esponenti politici che hanno auspicato la liberazione del fondatore di Forza Italia. A cominciare da Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Noi con l'Italia - Udc. «Quello su Marcello Dell'Utri mi sembra un caso di accanimento carcerario di cui non vedo le ragioni. La giustizia non ha bisogno di infierire ulteriormente su una persona anziana e ammalata di tumore e chi ha la responsabilità di amministrarla, oltre al rispetto della legge, dovrebbe considerare quel senso di umanità che è fondamento del nostro vivere sociale».

Aspettando l'8 marzo
Le porte del carcere, però, per Dell’Utri potrebbero aprirsi comunque il prossimo 8 marzo, quando ii giudici della corte d’Appello di Caltanissetta si esprimeranno sulla richiesta di sospensione dell’esecuzione delle pena presentata dalla Procura generale. La decisione era attesa già per il 18 gennaio scorso, ma poi era stato sollevato un conflitto di competenza «denunciato» dalla Procura generale di Palermo. Ciò aveva indotto un legale del team difensivo di Dell’Utri a chiedere un termine per pronunciarsi sulla questione e ha determinato i giudici a rinviare all’otto marzo.

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