16 agosto 2018
Aggiornato 11:37

Lazio, Rampelli (Fdi): “Gli autocandidati favoriscono Zingaretti”

Il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia ha espresso il motivo del sostegno a Parisi: “Mette insieme tutte le forze tradizionali del centrodestra più il suo movimento liberale”
Fabio Rampelli in aula durante le dichiarazioni del voto di fiducia sul decreto legge migranti alla Camera dei Deputati, Roma, 11 aprile 2017
Fabio Rampelli in aula durante le dichiarazioni del voto di fiducia sul decreto legge migranti alla Camera dei Deputati, Roma, 11 aprile 2017 (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA – Dal Movimento Sociale alla svolta di Fiuggi, per arrivare alle prossime elezioni regionali: Fabio Rampelli, intervistato da Gr Parlamento, ha analizzato i vari passaggi che hanno animato il centrodestra. Tra questi, c’è anche il lancio del suo nome come candidato sfidante di Zingaretti: «Il mio nome era stato fatto da Giorgia Meloni pensando che potesse essere una soluzione buona per tutti. Non è stata una scelta individualistica o egoistica. La convergenza di tutto il centrodestra si è trovata invece su Parisi che mette insieme tutte le forze tradizionali del centrodestra più il suo movimento liberale».

Stoccata a Pirozzi
Poi, tra le righe, arriva anche una battuta al sindaco di Amatrice: «Sicuramente – ha osservato Rampelli – quello di Parisi è un profilo più inclusivo di qualunque autocandidatura attualmente in campo che favorisce solo Zingaretti». L’intervista, dunque, è stata l’occasione per analizzare i rapporti all’interno del Centrodestra e le recenti epurazioni di Forza Italia verso i vecchi An: «E’ bello e sincero – secondo il capogruppo alla Camera di Fdi – l’appello lanciato da Giorgia Meloni alla destra ‘diffusa’ rappresentata fino a ieri in altri partiti da tante pregevoli personalità che hanno subito un’inspiegabile discriminazione nella compilazione delle liste. Per far parte della squadra serve solo buona volontà e desiderio di riscattare quel patrimonio tutto italiano di una destra identitaria che altri hanno provato a cancellare. Molti hanno avuto comprensibile paura al principio di salire sul nostra zattera, che 5 anni fa obiettivamente era fragile. Ma oggi si tratta di un vascello solido che ha già saputo scongiurare la prevedibile estinzione della destra».

«La missione di Fdi»
Così, Rampelli ha analizzato le motivazioni che hanno portato alla nascita di Fdi e le differenze dagli altri partiti della coalizione: «Siamo nati dal Msi, aderendo ai precetti democratici, abbiamo partecipato alla svolta di Fiuggi, fatto l’ingresso nel Pdl per costruire un blocco conservatori, identitario, liberale, cattolico, che nessuno - né Berlusconi né Fini - volle gestire, riducendolo in pezzi. Con il ritorno a Forza Italia, partito rispettabilissimo ma distante da noi, siamo stati chiamati a un atto di coraggio: la fondazione di  Fdi, con l’intenzione di incarnare una destra moderna, popolare, meritocratica, con un bagaglio culturale importante capace di unire Nord e Sud, classi sociali più deboli e ceti produttivo, con una grande sensibilità verso i giovani per risvegliarne il protagonismo e gli anziani, cui restituire una centralità nella società»

La posizione sull’immigrazione
Nei giorni scorsi la leader di Fratelli d’Italia ha annunciato l’intenzione di abolire la «protezione umanitaria», strumento presente solo in Italia che alimenta un’immigrazione incontrollata. Su questo tema è tornato Rampelli: «Siamo favorevoli a ospitare chi fugge da guerre, ma nessuna apertura indiscriminata ai migranti economici. Sono decine di milioni gli uomini che vogliono fuggire dall’Africa per cercare fortuna altrove e l’Italia non è in grado di ospitarli tutti.  Bisogna stabilire un protocollo per garantire soccorso a chi fugge dai conflitti, e un protocollo rigido per chi espatria per ragioni economiche, subordinandolo al contratto di lavoro e all’autosufficienza. I clandestini senza titolo vanno respinti a largo delle coste nord africane o rimpatriati. Il modello è quello seguito dai nostri connazionali che nel secolo scorso sono partiti seguendo procedure ben precise, senza mai perdere la dignità e portando rispetto per i paesi in cui approdavano». Per finire, una battuta sui collegi di Roma per le prossime elezioni: «In tutti i collegi romani il centrosinistra ha fatto un deciso balzo indietro, comprese le zone centrali, mentre il Movimento 5 Stelle sconta il ‘disastro Raggi’. Tutti i collegi sono quindi contendibili e noi siamo i favoriti»