15 dicembre 2018
Aggiornato 06:00

Mauro al DiariodelWeb.it: «La Russia? Ha un ruolo attivo e spregiudicato da tenere sotto controllo»

A cento anni dalla Rivoluzione d'Ottobre Mauro ripercorre i momenti salienti della storia sovietica. Noi gli abbiamo chiesto cosa pensa della Russia di oggi

LECCE - Sembra quasi di essere presenti, di sentire il freddo gelido di quel 1917 in cui la Russia è stata, quasi a creare un ossimoro, messa a «ferro e fuoco». Un racconto suggestivo e ricco di dettagli quello di Ezio Mauro e del suo libro «L’anno del ferro e del fuoco – cronache di una rivoluzione» sulla Rivoluzione russa a cento anni di distanza da quello che è stato uno dei momenti cruciali della storia mondiale del Novecento. Un incontro che si è tenuto al campus Ecotekne dell'Università del Salento in cui Mauro, corrispondente da Mosca per «La Repubblica» negli anni della Perestrojka e profondo conoscitore della Russia, ha dettagliatamente ripercorso gli attimi fondamentali del febbraio e dell'ottobre 1917.

Il libro
Il giornalista è tornato nei luoghi protagonisti dell’insurrezione popolare che ha rovesciato la direzione della storia. Di San Pietroburgo ha esplorato le strade, i palazzi e gli angoli più tetri, alla ricerca di ogni traccia che potesse restituire il clima di quei giorni turbolenti. E la scoperta della città si trasforma via via nel racconto delle vicende di cui è stata teatro. Mauro comincia presentando il personaggio leggendario di Rasputin e il suo rapporto morboso con l’ultimo zar, Nikolaij II. Racconta il culmine e il declino rovinoso del lusso sfrenato di un’aristocrazia che, di lì a poco, sarebbe rimasta travolta dal treno della storia. Attraversa la rabbia, la paura e la fatica di una popolazione stremata dalla guerra e dalla carestia. Coglie la forza delle idee nuove provenienti dall’Europa, quelle del Manifesto del Partito comunista. 

L'anima della Russia
Un viaggio dalle mille contraddizioni, a cominciare dai contrasti tra mondo spirituale e mondo tangibile che ha caratterizzato molti dei passaggi cruciali di quel periodo sia per i giochi di potere - a cominciare dalle manipolazioni da parte di Rasputin alla famiglia reale - che, successivamente, per la cultura di un intero popolo: per la prima volta, infatti, ribaltati i poteri anche spirituali che lo zar aveva su un'intera nazione, tra il febbraio e l'ottobre 1917, la Russia si ritrova senza Dio: «L'anima della Russia è vacante» afferma Mauro parlando del periodo che precede la Rivoluzione d'Ottobre e che vede la Chiesa Ortodossa avviarsi verso il martirio e alla sottomissione al potere sovietico così come ai rappresentanti dell'«Intelligencija», i cui esponenti dopo una prima fase di attrazione verso la rivoluzione vennero esiliati o subirono processi sommari da parte del regime.

L'attualità
Alla fine dell'incontro chiediamo a Mauro cosa ne pensa della Russia di oggi: «La Russia - afferma - ha un ruolo di presenza nella politica internazionale molto attivo e molto spregiudicato con delle prove di forza che le ha ridato un rango di potenza internazionale». Sarà necessario «trovare un modo di interlocuzione che riconosca questo status di potenza internazionale». «Troppo presto - continua - noi abbiamo pensato di relegare la Russia al rango di potenza regionale. Invece non è così». E sulle soluzioni per il dialogo Mauro non manca di lanciare una frecciatina a Vladimir Putin: «Dobbiamo far valere i nostri principi di rispetto dei diritti umani e dei diritti civili e politici che invece il regime di Putin sta dimenticando troppo facilmente e troppo frequentemente».