16 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
Elezioni politiche 2018

Elezioni, Berlusconi a Bruxelles assicura: rispetteremo la regola 3%

Silvio Berlusconi, a Bruxelles per una tre giorni di colloqui con i vertici europei e un incontro con il Ppe, rassicura l'Ue sulle intenzioni dell'Italia

Silvio Berlusconi.
Silvio Berlusconi. ANSA

BRUXELLES - «Ho espresso (al Ppe, ndr) la nostra volontà di rispettare la regola del 3% che forse è discutibile ma noi intendiamo rispettarla». A parlare è Silvio Berlusconi, che si trova a Bruxelles per una tre giorni di colloqui con i vertici europei e un incontro con il Partito popolare europeo. Il riferimento, naturalmente, è alle polemiche scoppiate sulla bocciatura, da parte di Pierre Moscovici, dell'intenzione di Di Maio di sfondare il tetto del 3%. Ma il viaggio europeo dell'ex premier non sembra essere stato apprezzato dal suo alleato Matteo Salvini, che ha puntualizzato:  "L'Italia non ha bisogno di garanti, siamo una Repubblica libera e sovrana che è stata calpestata dagli interessi di Bruxelles e Berlino, quindi sono gli italiani a dover essere garantiti da questo»

La strategia di Berlusconi
Eppure, Berlusconi si era detto convinto che «In Europa non bisogna alzare la voce, con l'Unione europea si deve ragionare». Alla Ue, ha spiegato Berlusconi al Corriere della Sera alla vigilia del suo viaggio, l'ex premier intende chiedere di «cambiare profondamente, nell'interesse dell'Italia e della stessa Europa» e «tornare ad essere quel grande spazio di libertà basato sulle radici greco romane e giudaico cristiane che era nei sogni dei padri fondatori». E «di essere orgogliosa della sua identità liberale e non succube delle regole ottuse e della burocrazia pianificatrice che oggi sembrano guidare molte scelte».

Preoccupato per il futuro dell'Italia
Quanto agli endorsment elettorali filo europeisti in vista del voto del 4 marzo in Italia venuti dai vertici di istituzioni e maggiori partner Ue, «sono anch'io - ha affermato Berlusconi - molto preoccupato per il futuro dell'Italia: se il nostro Paese cadesse nella mani dei ribellisti, dei pauperisti, dei giustizialisti, questo sarebbe un problema drammatico per noi e per l'intera Europa. Pero' credo sarebbe bene che gli esponenti del- le istituzioni europee si astenessero dall'interferire nella campagna elettorale: gli italiani sono un popolo saggio e maturo, che sa benissimo da solo come fare scelte responsabili, senza bisogno della tutela di Bruxelles». Infine, sull'accordo Italia-Francia Gentiloni-Macron sulla falsariga di quello franco-tedesco Macron-Merkel, per il leader Fi è «positivo ma non risolutivo». Perchè «non saranno altri a risolvere i nostri problemi di presenza in Europa».