18 ottobre 2018
Aggiornato 17:00

Nuovo botta e risposta Grasso-Bonifazi sui quegli 83mila euro da versare al Pd

E' ancora botta e risposta tra Piero Grasso e il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, per via di quegli 83 mila euro
Il leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso
Il leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - E' ancora botta e risposta tra Piero Grasso e il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, per via degli 83 mila euro che il presidente del Senato, ora leader di Liberi e uguali, dovrebbe versare nelle casse del suo ex partito. "A me - ha detto Grasso intervistato su Skytg24 - pare un modo di fare campagna elettorale che non condivido. Anche perché sfruttare moralmente il fatto che ci siano lavoratori del Pd in cassa integrazione a parametro zero, che sono stati anche chiusi giornali come l'Unità, tutto questo dimostra che l'amministrazione non è stata perfetta. Io dò la mia solidarietà ma la responsabilità della situazione di questi lavoratori non può cadere sulla testa di altri".

Obbligo giuridico
La replica di Bonifazi arriva attraverso un post su Facebook. "Piero Grasso - scrive - ha contratto un obbligo giuridico con il Pd. Trovo incredibile che, nonostante sia l'unico tra le alte cariche dello Stato a non rispettare neppure il tetto dei 240 mila euro e quindi goda ampiamente della disponibilità economica per far fronte al suo debito, insista a non voler assolvere a questo impegno".

La questione dei cassintegrati Pd
I suoi colleghi fuorusciti, come Bersani e Rossi, lo hanno fatto: perché lui non paga come aveva promesso al momento della candidatura? "Chi gli dà il diritto di fare come vuole?" si chiede Bonifazi. I dipendenti sono in cassa integrazione perché "abbiamo abolito il finanziamento pubblico ai partiti, non per altre ragioni. Qui non c'entra niente la campagna elettorale ma il rispetto delle regole. Può un magistrato, seconda carica dello Stato, non rispettare le regole?".