16 novembre 2019
Aggiornato 02:30

Gentiloni e l'anniversario del Tricolore: «No al ritorno dei sovranismi e dei nazionalismi»

Lo ha affermato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una lettera pubblicata stamane sulla Gazzetta di Reggio: «L'Italia si è rimessa in moto»

Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni
Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni ANSA

REGGIO EMILIA - «L'Italia si è rimessa in moto dopo la più grande crisi dal Dopoguerra e il merito principale di questa ripartenza è delle nostre famiglie, delle nostre imprese, dei nostri lavoratori. Questo governo, in attesa delle prossime elezioni, continuerà a lavorare per accompagnare e sostenere i segnali di fiducia che si manifestano nei nostri territori». Lo ha affermato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una lettera pubblicata stamane sulla Gazzetta di Reggio, il quotidiano di Reggio Emilia dove stamane il premier sarà presente per le celebrazioni del 221° anniversario della nascita del primo Tricolore, che nacque proprio nella città emiliana il 7 gennaio 1797, quale bandiera della Repubblica Cispadana.

«Caro Direttore, - scrive Gentiloni - ci sono luoghi, in Italia, che hanno un posto speciale nella nostra memoria storica, nella nostra identità di nazione. Sono città, paesi, località nelle quali respiriamo la nostra storia, la sentiamo viva. Reggio Emilia è uno di questi, è uno dei luoghi dove si è fatta l'Italia. Essere la casa del Tricolore, della nostra bandiera vuol dire avere una responsabilità speciale. È un ruolo che Reggio Emilia vive con la consapevolezza di una città la cui storia si intreccia con quella del nostro Paese».

«L'Italia - sottolinea il presidente del Consiglio - ha bisogno di memoria e vi è grata per la vostra capacità di tenerne viva una parte così importante. Il dinamismo economico e sociale, le virtù civiche dei vostri territori, caratteristiche così radicate all'interno della loro storia, sono risorse straordinarie sulle quali è fondamentale continuare a fare leva. E sulle quali chi governa ha il dovere di continuare a scommettere».

Gentiloni rimarca che «da Reggio Emilia, medaglia d'oro della Resistenza, da questa Festa del Tricolore possono arrivare tre messaggi importanti. Innanzitutto, la conferma che siamo capaci di riunirci attorno ai simboli nazionali e al loro valore, di avere cura e consapevolezza della nostra memoria e identità. Un risultato che rappresenta una conquista significativa del nostro passato recente. Poi, un legittimo orgoglio per ciò che noi italiani siamo e per ciò che siamo in grado di fare. Il Tricolore, nel mondo, è simbolo di bellezza, di cultura, di un patrimonio straordinario che tutti riconoscono e ammirano. Ed è oggi sinonimo di responsabilità e di impegno di fronte alle molte sfide dello scenario internazionale; della nostra capacità di proiettarci nel mondo grazie ai nostri valori. Coltivare questo sano orgoglio - sono ancora le parole del Premier - significa essere consapevoli che si hanno le potenzialità per riuscire, i mezzi e le risorse per affrontare le sfide più difficili».

Il Presidente del Consiglio conclude il suo intervento sulla Gazzetta di Reggio con «un messaggio su ciò che significa celebrare le radici e la memoria in un mondo che ci pone di fronte a sfide sempre più globali. Sfide che accrescono la sensazione di incertezza e di insicurezza e che in Occidente alimentano la tentazione di un ritorno dei sovranismi e dei nazionalismi. Sono tentazioni alle quali dobbiamo rispondere con un impegno per continuare a ridurre le diseguaglianze; e ricongiungendo le nostre radici nazionali a uno sguardo aperto verso il mondo, per vivere i nostri simboli e la nostra appartenenza non come chiavi identitarie nelle quali rifugiarci, ma come il patrimonio che ci permette di trovare il nostro posto nel mondo cosmopolita. E di difendere i nostri valori di democrazia e di uguaglianza».