26 giugno 2019
Aggiornato 21:30
Centrosinistra

Addio luoghi comuni sulla politica, cosa ci insegna il ritorno di Emma Bonino

Democristiani brutti e cattivi? Largo ai giovani? Basta coi dinosauri della politica? Dimenticate tutto quello che avete sentito finora

Emma Bonino potrà partecipare alle elezioni senza raccogliere le firme per la lista
Emma Bonino potrà partecipare alle elezioni senza raccogliere le firme per la lista ( ANSA )

ROMA – Rimanere in vita, intesa come quella politica, grazie a quelli considerati come storici nemici, sempre in senso politico, è chiaro: il ritorno nel panorama parlamentare di Emma Bonino in realtà ha sorpreso solo pochissimi spettatori del sempre più deprimente teatrino partitico. La lista dell’esponente radicale +Europa potrà presentarsi senza l’obbligo di raccogliere le firme grazie all’aiuto del democristiano Tabacci che le cede il simbolo della sua formazione Centro Democratico, presente alle elezioni del 2013. Alla fine, dunque, il piagnisteo mediatico per far candidare alle prossime elezioni la lista della Bonino ha raggiunto il proprio scopo.

Nuova gioia dopo il Biotestamento
L’avevamo lasciata in lacrime, seduta sugli spalti del Senato, che batteva le mani per l’approvazione della legge sul fine vita. Anche quella volta l’Italia aveva assistito a una vera e propria campagna mediatica per l’approvazione di quel provvedimento. Per sensibilizzare l’opinione pubblica e far apparire chiara e limpida una legge piena di ombre, i media main-stream avevano rispolverato le classiche storie come quella di Eluana Englaro. O come quella di Dj Fabo: eppure, chissà perché dagli stessi media erano state dimenticate invece le parole di Carlo Serini, ovvero il medico chirurgo specializzato in anestesia e rianimazione che ha conosciuto e ha assistito a casa per un anno dj Fabo e che al Giornale, in merito all'approvazione della legge, aveva dichiarato «Lui non c'entra e la sua vicenda è stata strumentalizzata».

I radicali ringraziano i democristiani
Chissà cosa pensano ora tutte quelle persone che avevano firmato per il simbolo della lista Centro Democratico. La formazione, infatti, è guidata dallo storico esponente dello scudo crociato, Bruno Tabacci, e anche chi è ignorante di politica comprende bene come siano antitetici i suoi valori da quelli di Emma Bonino. Ma che importa: basterà colorare di bianco la rosa rossa, storico simbolo dei radicali, per ringraziare i cattolici, finora, sempre odiati. E chissà cosa penseranno i firmatari della formazione di Tabacci rivedendo le foto di una giovanissima Emma Bonino, mentre procurava gli aborti con la pompa della bicicletta.

Spazio ai «giovani»
E così, Emma Bonino classe 1948, deve ringraziare Bruno Tabacci, classe 1946: altro che spazio ai giovani e alle forze fresche del Paese. A nulla sono servite le ultime battaglie dei Radicali proprio per ridurre il numero delle firme da raccogliere per presentare le liste. Ma come? I Radicali non rappresentavano un movimento a contatto con le persone e animato da una fortissima vena militante? Di certo non avrebbero avuto problemi a raccogliere le 45 mila firme richieste e che fino al 2012 dovevano essere 120 mila. Benedetto sia Tabacci, dunque: alla fine, due protagonisti – nel bene e nel male – della politica italiana si stringono la mano e rappresentano una fotografia di questo Paese. In bianco e nero.