16 giugno 2019
Aggiornato 07:30
Movimento 5 stelle

La iena Giarrusso al DiariodelWeb.it: «Sì, con il M5s ci sono contatti»

Il celebre inviato del programma di Italia 1, che aveva smentito le sue voci di una prossima candidatura, ora fa una parziale marcia indietro: «Sto valutando»

Dino Giarrusso, inviato de Le Iene, ieri il tuo nome è stato indicato da Dagospia tra i futuri candidati del Movimento 5 stelle. Tu hai inizialmente smentito, ma solo a metà, aggiungendo che avresti potuto valutare l'idea. Facciamo chiarezza, dunque: ti candidi o no?
Non te lo posso dire, perché non ne ho la certezza. È una cosa che sto valutando e che deciderò nei prossimi giorni.

Quindi hai effettivamente ricevuto delle proposte?
È vero che ci sono dei contatti, sì, e questo mi fa piacere. Chiaramente è una scelta importante da prendere, quindi la sto considerando.

Quindi sono stati i 5 Stelle ad avvicinarsi a te o viceversa?
Non mi va di scendere sul piano del gossip, che c'entra? Diciamo che è un partito di cui, pur con i suoi tanti difetti, apprezzo da sempre molte battaglie. L'ho anche criticato pubblicamente: ho fatto tanti servizi a Le Iene contro la Raggi, perché secondo me nel merito stava sbagliando grossolanamente. Ma comunque è un passo che sto valutando perché, facendo questo lavoro, come puoi immaginare, bisogna pensarci bene.

Se decidessi di farlo, lasceresti Le Iene?
Non lo so, è molto prematuro parlare di questo. Ti posso dire che mi stupisce tutto questo clamore attorno alla candidatura. Mi ricordo che nel tempo si sono candidati tanti giornalisti come Badaloni, Marrazzo, la Gruber, Santoro; addirittura Polito che ha fatto il giornalista, poi il senatore, poi è tornato a fare il giornalista al Corriere della Sera. Non mi sembra una novità se ci candidiamo io e Paragone.

L'aspetto curioso è che il Movimento 5 stelle, nei confronti dei giornalisti, non ha mai avuto toni particolarmente delicati.
Ma non di tutti. Il M5s ha, all'interno del suo staff, tantissimi giornalisti professionisti, come Rocco Casalino o Stefania Divertito, che si occupa di ambiente. Semmai loro hanno contestato il fatto che in Italia si faccia un giornalismo parziale. Quanto ai toni, io non faccio parte del M5s: a stento nella vita mi prendo la responsabilità delle cose che faccio io, figurati se vado a fare l'avvocato di altri. Non apprezzo mai gli eccessi, ma non mi pare quello il punto. Piuttosto, c'è un'attenzione particolare verso quel Movimento, mentre conosco tanti giornalisti che sono di casa alle riunioni del Pd e alle Feste dell'Unità.

Però, chi si propone come una forza politica nuova e diversa, deve anche dimostrare di esserlo.
Infatti mi pare che non ci siano direttori di Tg pubblici, o di grandi giornali, nominati o vicini ai 5 Stelle. Mi sembra un Movimento di rottura rispetto a un certo tipo di gestione del potere, il che non significa che sia per forza sbagliata o marcia. Comunque, al momento la mia è un'ipotesi e mi scoccia persino discuterne troppo.

Quel che è certo è che si vede un cambio di atteggiamento del M5s, un'apertura evidente alla società civile.
Questo la ritengo una buona cosa in assoluto, non solo perché riguarda me. Nanni Moretti, nel bel film 'Palombella rossa', parlando dell'allora morente Pci sosteneva che dovesse aprirsi a un movimento di donne e di uomini, chiamarli a prendersi il partito. Purtroppo, mi sembra che il M5s sia l'unico partito che, negli ultimi cinque o dieci anni, abbia aperto le sue porte alle persone comuni, anche dando un'opportunità a chi, come Di Battista e gli altri, prima non faceva politica in altri partiti. Poi alcuni sono rimasti, altri sono andati via: la prima infornata è stata quel che è stata, anche perché credo che nessuno, nemmeno tra noi giornalisti, si aspettasse che avrebbero eletto tutti quei parlamentari. Oggi si aprono in maniera pura alla società civile: che non è fatta solo di professori universitari, giornalisti, avvocati, professionisti. È bello che un partito abbia anche persone che fanno mestieri più semplici, perché non mi sono mai piaciute le aristocrazie. Sperando che chi verrà eletto lavorerà bene, ma questo vale anche per gli altri partiti: alcuni non politici si sono ben comportati in parlamento, altri non ci sono andati mai, come Gino Paoli. Questi esperimenti possono riuscire bene o meno, ma comunque mi pare un segnale positivo, in assoluto, al di là del fatto che sono tra le persone potenzialmente candidabili.