19 novembre 2019
Aggiornato 00:30
Ius Soli

Bergoglio e Unicef: un Natale all’insegna della retorica immigrazionista

Lo Ius Soli non è passato, ma dal Papa al Fondo dell'ONU per l'infanzia, la principale festa dei Cristiani è stata letta in un'ottica puramente politica

Papa Francesco
Papa Francesco ANSA

ROMA - Anche nel Natale appena trascorso è stato operato un parallelismo tra la nascita di Gesù e la questione dei migranti. Tra i protagonisti di questo affiancamento c’è papa Francesco che nell’omelia ha invitato a leggere in termini di documenti e cittadinanza la nascita di Cristo. Non è mancato chi ha sottolineato ancora una volta come Giuseppe e Maria non scappavano da alcuna guerra né cercavano fortuna in un altro Paese.  C’è poi, invece, chi insulta quanti non condividono la legge – non approvata – sullo Ius Soli come i vertici italiani di Unicef.

Gesù migrante? - Ma quale profugo o clandestino: il Cristo non è nato a Betlemme perché i genitori scappavano da un conflitto o perché – come credono erroneamente in molti – erano perseguitati. Come ha ricordato Antonio Socci, infatti, in quei giorni «Giuseppe stava portando la sua famiglia non in un pase straniero per motivi economici, ma nel suo stesso paese per il censimento, perché lui era originario di Betlemme. Quindi era a casa sua. E il versetto 'non c'era posto per loro' si riferisce al fatto che nel caravanserraglio dove erano tutti non c'era un luogo appartato per partorire».

Un papa politico - Secondo lo scrittore, quindi, Bergoglio si starebbe occupando esclusivamente di mandare messaggi politici dall’alto della sua posizione. «Solo e sempre politica! Gli hanno ordinato di martellare su questo punto e lui da cinque anni bombarda quotidianamente». A condividere la critica per le parole di Bergoglio c’è anche il filosofo Diego Fusaro secondo cui il pontefice si sarebbe ispirato più al miliardario statunitense George Soros che a Cristo. In questo modo, mentre Ratzinger combatteva duramente la «mondializzazione» e lo «sradicamento capitalistico», Bergoglio si starebbe «mettendo al loro servizio».

La rabbia dell’Unicef - Il Natale 2017 è stato anticipato di poche ore dalla bocciatura parlamentare dello Ius Soli. In realtà, a far naufragare la legge sulla cittadinanza ai cosiddetti «nuovi italiani» è stato il mancato numero legale del Senato. Eppure c’è chi non ha gradito il finale di questa vicenda: sono i vertici di Unicef Italia che sono arrivati a insultare sui social network chi non condivide il provvedimento appena bocciato. Ad attaccare questo atteggiamento poco «decoubertiniano» è stata Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia: «Sei contro lo ius soli? Allora secondo UNICEF Italia (non una Ong qualunque ma la sezione italiana di un organo sussidiario dell'ONU) sei 'un idiota' e 'un fascista'. Mi auguro che i vertici dell'organizzazione chiedano subito scusa per queste parole a dir poco inopportune. È il minimo che possano fare, nel rispetto di tutti quei volontari e donatori che credono nella mission di UNICEF: difendere i diritti dei bambini, non fare politica».