20 settembre 2019
Aggiornato 18:30
Partito democratico

Orfini: «I nostri amano Boschi, sarà ricandidata»

Il presidente del Pd: «Non abbiamo paura di niente e di nessuno. Rivendichiamo ciò che abbiamo fatto in questi anni a cominciare dalla riforma delle popolari»

ROMA - «Caro Direttore, più volte in questi giorni Repubblica ha parlato della Commissione di inchiesta sulle banche come di un autogol del Pd. Rispettiamo il giudizio ma vogliamo rivendicare con forza, invece, la nostra scelta». Lo scrivono Matteo Renzi e Matteo Orfini, segretario e presidente del Pd, in una lettera a Repubblica. «Una immensa platea di piccoli risparmiatori - sottolineano - è stata letteralmente massacrata. Davanti a un disastro di queste proporzioni può una politica seria non affrontare la questione? Il populista dà la colpa al sistema e urla contro le banche. Ma chi crede nella politica che propone? Il riformista che vuole cambiare davvero le cose che fa? Intanto fa chiarezza. Perché chiarire le responsabilità è l'unica soluzione per evitare che migliaia di altri risparmiatori debbano perdere in futuro i propri risparmi. Mettere la polvere sotto il tappeto in questi casi non solo non basta ma è dannoso. Hanno sbagliato i manager che hanno fatto fallire le banche, certo. Hanno sbagliato gli amministratori incapaci o addirittura complici di disegni criminosi. Hanno sbagliato i politici che non hanno avuto il coraggio di fare in Italia ciò che si è fatto in Germania o Spagna, quando ancora le regole permettevano l'intervento pubblico. Ma è mancato anche un sistema di vigilanza e controllo degno di questo nome».

Il PD non ha paura di niente e di nessuno
«Su questi temi - insistono Renzi e Orfini - il PD non ha paura di niente e di nessuno. Rivendichiamo ciò che abbiamo fatto in questi anni a cominciare dalla riforma delle popolari e delle banche di credito cooperativo. La Commissione parlamentare di inchiesta ha acceso un faro autorevole su tutto ciò e la sua attività è stata utile. Lo vedremo nella relazione finale. Le polemiche dureranno ancora qualche giorno, i risultati di questa commissione saranno utili per qualche anno. Chi come noi non ha scheletri negli armadi, chi non ha niente da nascondere dice con forza e a viso aperto che mentre la Commissione va verso la chiusura dei lavori si apre la vera questione: riuscire finalmente a togliere l'argomento banche dalle mani dei populisti e provare a cambiare sul serio. E anche se i media, in queste ore, si sono occupati di altro, noi continueremo con forza a rivendicare il diritto e il dovere della politica riformista di non cedere alla demagogia e al qualunquismo».