Regionali Sicilia 2017

Sicilia, Musumeci è il nuovo presidente della Regione: ma grazie a chi?

Il candidato del centrodestra Nello Musumeci vince nettamente sull'avversario grillino Giancarlo Cancelleri. Ma nel centrodestra c'è aria di tempesta

Il neopresidente della Regione Sicilia Nello Musumeci con Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi durante il loro 'patto dell'arancino'
Il neopresidente della Regione Sicilia Nello Musumeci con Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi durante il loro 'patto dell'arancino' (ANSA)

PALERMO - Nello Musumeci vince staccando con più di cinque punti percentuali l'avversario grillino. Il candidato del centrodestra è il nuovo presidente della Regione Sicilia con il 39,9% delle preferenze. Un dato che gela i sogni di sorpasso del Cinque stelle visto che Giancarlo Cancelleri si attesta al 34,6%. L'M5s, che avanza il sospetto di "brogli", è tuttavia il primo partito. Fuori dai giochi invece il candidato del centrosinistra Fabrizio Micari (18,6%), anche se va a casa triplicando i voti della sinistra di Claudio Fava (6,1%). Il centrosinistra tra il 2012 e il 2017 ha perso 6 punti punti percentuali passando dal 37% del 2012 al 31% di oggi. E questo è un giudizio negativo che il popolo siciliano ha espresso nei confronti del governo Crocetta. «Sarò il presidente di tutti i siciliani, di coloro i quali hanno ritenuto di sostenermi e di votarmi e anche di coloro i quali, legittimamente, hanno ritenuto di votare per altri o addirittura di non partecipare al voto" ha commentato a caldo il neopresidente della Regione Sicilia dalla sede del suo comitato elettorale a Catania.

Astensionismo al 52,23%, ma Berlusconi si intesta la vittoria
Diciamo la verità: a vincere è il "partito del non voto": solo il 46,76% ha votato per l'elezione del presidente della Regione e dell'Assemblea, mentre il 53,23% ha disertato le urne. Rispetto al 2012 quando aveva votato il 47,41%, il dato dell'affluenza è in calo dello 0,65%. Ma a rivendicare la paternità della vittoria ci pensa subito Silvio Berlusconi. Su Facebook il Cavaliere lancia un videomessaggio a tutti i siciliani che hanno creduto ancora una volta in lui: "Volevo ringraziare i siciliani per aver accolto il mio appello. La Sicilia ha scelto come io avevo chiesto la strada del cambiamento, di un cambiamento vero, serio e costruttivo basato sull'onestà, la competenza e esperienza. Ho incontrato nei giorni scorsi molti elettori siciliani, ho trovato rabbia e delusione ma anche voglia di ripartire. La vittoria di Musumeci è la vittoria dei moderati che credono nella possibilità di un futuro migliore». Di diverso parere Giorgia Meloni, che invece ricorda come Musumeci fosse il candidato di Fratelli d'Italia, primo partito in effetti a sostenerlo e a chiedere un allargamento della coalizione che facesse convergere il voto su di lui. «Il 'patto dell'arancino' ha funzionato, è stato un poco drammatico per la nostra linea, ma a livello politico è stato l'avvio di un percorso che ci vede vincenti in Sicilia e che ci deve insegnare che cosa gli italiani si aspettano da noi".

Salvini "emozionato e orgoglioso"
«Emozionato ed orgoglioso» si dice Matteo Salvini, anche se la sua operazione Sud non è andata benissimo. Tuttavia, ci tiene a sottolineare che «i voti della Lega sono stati determinanti per l'elezione di Nello Musumeci» e esprime tutta la sua convinzione della sua scelta di «offrire a tutti i 60 milioni di italiani la nostra proposta politica fondata sull'onestà, concretezza e buona amministrazione».

Di Maio: "Da qui parte l'onda del 40%"
Intanto, dal quartier generale del M5s a Caltanissetta si fa sentire Luigi Di Maio, che annulla il confronto tv previsto per martedì con Renzi ("Non è più leader"), e rilancia le ambizioni del Movimento: «Il voto non ci porta alla presidenza della Sicilia, ma da qui parte un'onda che tra 4 mesi ci può portare al 40% e a Palazzo Chigi. Molti astenuti siciliani si pentiranno di aver riportato in Regione chi ha speculato finora». E al termine di una campagna elettorale segnata dalle polemiche il M5s si spinge oltre. Manlio Di Stefano evoca il "rischio brogli" e Cancelleri si rifiuta di chiamare Musumeci: "E' una vittoria contaminata dagli impresentabili e dalla complicità dei media".