20 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Immigrazione

Il Dossier Immigrazione rileva «solo 20.875 stranieri in più in Italia». Ecco dove sono finiti gli altri

Al 31 dicembre 2016 il numero dei cittadini stranieri residenti in Italia è aumentato di appena 20.875 persone rispetto al 2015; eppure tra sbarchi, altri flussi in arrivo e altro i movimenti migratori hanno interessato quasi 1 milione di persone. Com'è possibile?

Manifestazione di immigrati davanti a Montecitorio contro le discriminazioni sociali e a favore degli aiuti umanitari
Manifestazione di immigrati davanti a Montecitorio contro le discriminazioni sociali e a favore degli aiuti umanitari ANSA

ROMA - Al 31 dicembre 2016 il numero dei cittadini stranieri residenti in Italia (5.047.028) è aumentato di appena 20.875 persone rispetto al 2015; eppure tra sbarchi, altri flussi in arrivo e cancellazioni anagrafiche, i movimenti migratori hanno interessato quasi 1 milione di persone. Lo si legge nel Dossier Statistico Immigrazione 2017 elaborato Centro Studi Idos e Confronti. Com'è possibile? L'esiguo aumento netto di questa popolazione, recita in un rapido inciso il rapporto stesso, è stato anche determinato dal gran numero di acquisizioni della cittadinanza italiana. Cioè come dire: visto che più persone straniere diventano italiane, ci sono meno stranieri. Certo: tecnicamente, sia da un punto di vista fattuale che etimologico, è corretto, ma se guardiamo alla sfera concettuale questa affermazione appare assai tautologica, per non dire scaltra.

Sempre più stranieri vengono per restare
Tra il 2007 e il 2016 la popolazione straniera residente in Italia è aumentata di 2.023.317 unità e nel solo 2016 sono state 262.929 le persone registrate in provenienza dall'estero. Oltre agli ingressi temporanei, sono continuati i flussi in entrata per insediamento stabile: il maggior numero di visti è stato rilasciato per motivi familiari (49.013), studio (44.114), lavoro subordinato (17.611), motivi religiosi (4.066), adozione (1.640) e residenza elettiva (1.274) e, in totale, sono stati rilasciati 131.559 visti nazionali che autorizzano a una permanenza superiore ai 3 mesi. Seppure estremamente ridotte, le quote programmate per i nuovi lavoratori non comunitari sono state 13.000 per gli stagionali e 17.850 per tutti gli altri comparti, in larga misura (14.250) riservate a cittadini già presenti in Italia e interessati a convertire il proprio titolo di soggiorno (ad esempio, da studio a lavoro). 

Su 5 mln, 3 mln e mezzo sono extra Ue
Tra i 5 milioni di residenti stranieri, 3.509.805 sono i non comunitari. Tuttavia, l'archivio dei permessi di soggiorno ne attesta 206.866 in più, costituiti soprattutto da nuovi arrivati, ancora in attesa di essere registrati come residenti. Tenuto conto del divario tra arrivi regolari e registrazioni anagrafiche, che riguarda anche i cittadini comunitari, la stima della presenza straniera regolare complessiva è - secondo il Dossier - di 5.359.000 persone. Da notare che gli italiani all'estero sono 5.383.199 secondo le Anagrafi consolari (aumentati di oltre 150mila unità rispetto al 2015). Sono invece 2.470.000 le famiglie con almeno un componente straniero (in 7 casi su 10 nuclei con soli stranieri), che nel 50% dei casi sono unipersonali e per un altro 30% sono coppie con figli (a loro volta, nella metà dei casi, monoreddito).

+46,2% di richieste d'asilo, e l'Istat cancella 123mila stranieri
Intanto, gli arrivi in Italia via mare sono passati dai 153.842 del 2015 ai 181.436 del 2016 (+17,9%) e le richieste d'asilo, secondo Eurostat, da 84.085 a 122.960 (+46,2%). L'Italia si colloca a livello mondiale subito dopo la Germania, gli Stati Uniti, la Turchia e il Sudafrica per domande d'asilo ricevute (Unhcr). In particolare tra gli sbarcati, i minori non accompagnati sono stati 25.843, mentre sono 6.561 quelli che, censiti, si sono poi resi irreperibili. Si sono invece trasferiti all'estero, cancellandosi dalle anagrafi comunali, 42.553 cittadini stranieri e 114.512 italiani. In entrambi i casi si tratta di una sottostima dei movimenti reali. L'Istat ha cancellato d'ufficio (in quanto irreperibili) altri 122.719 stranieri, mentre, sulla base degli archivi dei paesi nei quali si sono indirizzati in prevalenza gli emigrati italiani (Germania e Regno Unito), il Dossier stima che, complessivamente, nel 2016 siano espatriati almeno 285.000 italiani.

200 nazionalità diverse, in testa Romania, Albania e Marocco
Sono poco meno di 200 le nazionalità degli stranieri residenti in Italia. I cittadini comunitari sono il 30,5% (1.537.223, di cui 1.168.552 romeni, che hanno in Italia il loro maggiore insediamento), mentre 1,1 milioni provengono dall'Europa non comunitaria. Africani e asiatici sono, rispettivamente, poco più di 1 milione. Solo 13 paesi hanno più di 100.000 residenti: Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina, Filippine, India, Moldavia, Bangladesh, Egitto, Pakistan, Sri Lanka e Senegal.

Più morti che nuovi nati tra gli italiani
Nel 2016, tra i cittadini italiani le morti sono prevalse sulle nascite di 204.675 unità (tendenza in corso da diversi anni). Anche l'intera popolazione residente (italiani e stranieri) è diminuita (-76.106) seppure in maniera più contenuta grazie alla compensazione assicurata dai nuovi arrivi (per quanto meno numerosi rispetto al passato) e alle nascite da genitori stranieri (69.379, il 14,7% del totale). Secondo le previsioni demografiche dell'Istat, tale scenario caratterizzerà l'intero periodo 2011-2065. L'ipotesi più probabile (scenario mediano) prevede 300mila ingressi netti annui dall'estero all'inizio del periodo e 175mila alla fine. Nel corso di questo mezzo secolo la dinamica naturale sarà negativa per 11,5 milioni (28,5 milioni di nascite e 40 milioni di decessi) e quella migratoria sarà positiva per 12 milioni (17,9 milioni di ingressi e 5,9 milioni di uscite). Il margine d'incertezza finale è tutto sommato contenuto: le entrate si collocano tra i 16,7 milioni nell'ipotesi bassa e i 19,3 milioni nell'ipotesi alta, mentre le uscite tra i 5 e i 7 milioni.

33% degli italiani con più di 65 anni
Complessivamente, la popolazione residente non diminuirà e si assesterà sui 61,3 milioni, ma sarà molto diversa la sua composizione: l'incidenza degli ultra 65enni sfiorerà il 33%, si ridurranno i minori e le classi di popolazione in età lavorativa, aumenterà l'incidenza degli stranieri. Alla fine del periodo potranno essere 14,1 milioni i residenti stranieri e 7,6 milioni i cittadini italiani di origine straniera: nell'insieme più di un terzo della popolazione. Alla luce di queste precisazioni a preoccupare maggiormente dovrebbe essere la scarsa capacità dell'Italia di attrarre e integrare i cittadini dall'estero.