26 giugno 2019
Aggiornato 18:30
Immigrazione

Migranti, perquisita nave di Save the Children. Dura replica della ong: siamo estranei, noi salviamo solo vite

La polizia ha eseguito una serie di perquisizioni a bordo della nave di Save the Children 'Vos Hestia', impegnata nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo, e attualmente ormeggiata al porto di Catania

La nave Vos Hestia, l'imbarcazione di Save the Children impegnata nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo centrale, perquisita dalla polizia al porto di Catania
La nave Vos Hestia, l'imbarcazione di Save the Children impegnata nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo centrale, perquisita dalla polizia al porto di Catania ( ANSA )

CATANIA - La polizia ha eseguito una serie di perquisizioni a bordo della nave di Save the Children "Vos Hestia", impegnata nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo, e attualmente ormeggiata al porto di Catania. La perquisizione, eseguita dagli uomini del Servizio centrale operativo, è stata disposta dalla Procura di Trapani nell'ambito di una inchiesta sul lavoro delle Ong. Sulla nave, nei mesi scorsi, ha operato anche un agente sotto copertura. "L'operazione di oggi da parte delle Autorità competenti a bordo della nave Vos Hestia di Save the Children presso il porto di Catania è relativa ad una ricerca di materiali per reati che, allo stato attuale, non riguardano Save the Children" si legge in una nota dell'associazione umanitaria. Come si evince dallo stesso decreto di perquisizione, la documentazione oggetto di ricerca sarebbe relativa a presunte condotte illecite commesse da terze persone. "Ribadiamo con forza che Save the Children ha sempre agito nel rispetto della legge durante la propria missione di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo e confermiamo, pertanto, ancora una volta, che l'Organizzazione non è indagata». Tutte le operazioni - prosegue l'associazione - sono state condotte in "strettissimo coordinamento con la Guardia costiera italiana e nella massima collaborazione con le autorità. La nostra missione è sempre stata guidata unicamente dall'imperativo umanitario di salvare vite - prosegue la nota -. Confidiamo che la magistratura, nella quale l'Organizzazione ha piena fiducia, faccia immediata chiarezza sull'intera vicenda".  

A bordo un inflitrato
L’inchiesta della Procura di Trapani nasce a bordo della nave di Save The Children perché proprio da lì era partita una segnalazione di alcuni addetti alla sicurezza che, tramite mail, avevano denunciato a un funzionario dei servizi segreti strani traffici, in particolare che alcune ong avrebbero in qualche maniera favorito l’immigrazione clandestina. A bordo della Vos Estia c’era anche un infiltrato, un agente dello Sco, che era stato a bordo della nave per 40 giorni ed ha filmato e fotografato alcune fasi dei soccorsi in mare della Juventa e della stessa Vos Estia. Materiale che è stato acquisito dalla Procura di Trapani ha poi interrogato i due addetti alla sicurezza della Juventa che hanno confermato le loro accuse. 

"Non abbiamo favorito l'immigrazione clandestina"
Ma sia Juventa che Save The Children hanno respinto l’accusa di avere favorito l’immigrazione clandestina, hanno sempre sostenuto che i loro interventi erano sempre coordinati dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera Italiana. Le Ong sono state anche accusate di avere permesso agli scafisti di potere recuperare le imbarcazioni sulle quali viaggiavano i migranti. Un’accusa anche questa respinta. »Non potevamo intervenire perché molti scafisti erano armati – dice un esponente di una Ong coinvolta nell’inchiesta - e alcuni pescherecci battente bandiera libica seguivano i trasbordi nell’attesa di recuperare i gommoni o le barche utilizzate per il trasporto dei migranti. E lo hanno fatto anche davanti ad alcune motovedette della nostra Guardia Costiera che però è intervenuta affondando quei gommoni e quelle barche. Ma noi non abbiamo questa possibilità». 

Save the Children sospende le operazioni in mare
La perquisizione effettuata sulla «Vos Hestia» ricalca quella avvenuta all’inizio dell’estate. In quel caso era stato messo sotto osservazione, grazie anche all’azione di un agente infiltratosi a bordo, il comportamento dell’equipaggio in occasione di alcuni salvataggi; equipaggio che non era composto da personale della Ong in prima persona, ma da marittimi ingaggiati per la circostanza. In un comunicato ora Save the Children annuncia che "l’organizzazione, come pianificato, sospende le operazioni in mare data la riduzione dei flussi". Sulla sospensione delle attività di soccorso la Ong aggiunge: "La decisione arriva dopo aver valutato attentamente la riduzione del flusso di migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo centrale per raggiungere l'Europa, e le mutate condizioni di sicurezza ed efficacia delle operazioni di ricerca e soccorso in mare nell'area", ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. "Per troppo tempo abbiamo supplito all'inesistenza o inadeguatezza di politiche europee di ricerca e soccorso, nonché di accoglienza dei migranti, cercando di portare un contributo concreto e volto al salvataggio delle vite di bambini e adulti".