Politica

Laura Boldrini e il tweet contro la Costituzione: il giudice le tira le orecchie

Il Gip del Tribunale di Cassino striglia la presidente della Camera per il tweet che invitava il Paese a cedere quote di sovranità nazionale all'Unione europea

Il Gip del Tribunale di Cassino striglia la presidente della Camera, Laura Boldrini.
Il Gip del Tribunale di Cassino striglia la presidente della Camera, Laura Boldrini. (ANSA/ALESSANDRO DIMEO)

CASSINO – Il Tribunale di Cassino fa giurisprudenza. E striglia la presidente della Camera, Laura Boldrini. Come riferisce Il Tempo, il giudice per le indagini preliminari, Massimo Lo Mastro, ha rigettato la richiesta di opposizione all'archiviazione della denuncia presentata contro la terza carica dello Stato dall'imprenditore Niki Dragonetti, ma ha tirato le orecchie alla Boldrini per il tweet incriminato. «La Sovranità non può essere ceduta. Senza di essa lo Stato non esisterebbe»: è il monito lanciato dal Gip a Laura Boldrini, che era stata denunciata proprio per alcune sue dichiarazioni sulla necessità di cedere quote di sovranità nazionale all'Unione europea. «La sovranità - sottolinea il magistrato - dunque non può essere ceduta, ma solo limitata ed anche le mere limitazioni hanno ulteriori 'limiti' ». Inoltre, «fermo il divieto assoluto di cessioni, la limitazione della sovranità può avvenire unicamente in condizioni di reciprocità e al fine esclusivo (ogni altra soluzione è espressamente bocciata in seno all' Assemblea Costituente) di promuovere un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni», aggiunge il Gip.

Il giudice tira le orecchie a Laura Boldrini
Il giudice per le indagini preliminari prosegue spiegando che «limitare significa circoscrivere un potere entro certi limiti, ovvero di omettere di esercitare il proprio potere d' imperio (che pure deve rimanere intatto) in una determinata materia, oppure di esercitarlo all'interno di certi limiti generalmente riconosciuti dal diritto internazionale ai fini di pace e cooperazione tra le Nazioni». Un vero e proprio monito contro quel cinguettio incriminato che la Boldrini ha twittato ormai diverse settimane fa e che, invece, recitava così: «Europa, resistenza a cedere quote sovranità. Ma traguardo va raggiunto o prevarranno disgregazione e populismo».

La Sovranità non può essere ceduta
La frase in questione, come ricorderete, ha suscitato molte critiche e l'imprenditore Niki Dragonetti, coordinatore provinciale dei Popolari per l'Italia, ha deciso di denunciare la terza carico dello Stato per il reato di «istigazione a delinquere» ed «attentato alla Carta Costituzionale» ai danni del popolo italiano, aiutato dall'avvocato Marco Mori. Ieri è infine arrivata la decisione del Gip del Tribunale di Cassino di accettare l'archiviazione (motivata dall'incompentenza territoriale), ma il giudice ha deciso di far sentire la sua voce per ricordare a Laura Boldrini che «La Sovranità non può essere ceduta» perché oltre ad essere il cardine dell'art. 1 della nostra Costituzione «senza di essa lo Stato non esisterebbe». Il caso Boldrini finisce qui. Forse.