Immigrazione

Migranti, Mattarella chiede ancora più disponibilità ai sindaci: nessuno può voltare le spalle

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto all'assemblea dei sindaci dell'Anci, a Vicenza, per parlare di immigrazione, un tema che spesso ha visto gli amministratori locali appellarsi alle istituzioni per un maggior sostegno e una maggiore comprensione delle esigenze dei residenti

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Vicenza
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Vicenza (ANSA/US QUIRINALE/ PAOLO GIANDOTTI)

VICENZA - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervemuto all'assemblea dei sindaci dell'Anci, a Vicenza, per parlare di immigrazione, un tema che spesso ha visto gli amministratori locali appellarsi alle istituzioni per un maggior sostegno e una maggiore comprensione delle esigenze dei residenti: in questo senso, gli ultimi in ordine di tempo sono stati propri i sindaci di Lampedusa e di Pozzallo, località da sempre in primissima linea nell'accoglienza. «La solidarietà e l'equa distribuzione delle responsabilità, che noi chiediamo ai nostri partner dell'Unione europea, dobbiamo farla vivere anche nel nostro paese» ha detto Mattarella. «Si tratta di fenomeni inediti, di portata globale, che richiedono non di essere rimossi mentalmente ma di essere governati - come si sta cercando di fare - se si vuole evitare di esserne travolti nei prossimi anni. Questi fenomeni - ha spiegato Mattarella - provocano difficoltà e diffondono timori, di cui tenere adeguatamente conto. Siamo chiamati ad affrontarli con intelligenza, con umanità, con capacità di visione, con fermezza nel contrasto delle organizzazioni criminali».

L'(ennesimo) appello all'Europa
Quindi, un appello all'Europa, alla quale, ha detto il Capo dello Stato, «chiediamo di essere all'altezza del proprio ruolo nel mondo, della propria dignità e della propria cultura. La solidarietà dell'Europa non è solo garanzia di efficacia. E' anche garanzia di sicurezza per tutto il Continente. La solidarietà e l'equa distribuzione delle responsabilità, che noi chiediamo ai nostri partner dell'Unione europea, dobbiamo farla vivere anche nel nostro Paese».

Il ruolo di Regioni e Comuni
I Comuni le Regioni «devono essere impegnati ad armonizzare gli interventi, a sostenere, con il concorso dello Stato, le responsabilità e le opportunità dell'integrazione possibile. Nessuno può voltare le spalle dicendo «non mi riguarda» perché nella realtà non è così: gli oneri e le responsabilità vanno divisi equamente».