23 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
Referendum Autonomia

Referendum Autonomia, Maroni: «Meloni legga il quesito. Unità non in discussione»

Roberto Maroni in un'intervista a La Stampa spiega perché il 22 i lombardi devono votare sì al referendum sull`autonomia. E lancia un messaggio chiaro a Giorgia Meloni, che ha espresso i suoi dubbi sull'iniziativa leghista

La leader di FdI Giorgia Meloni e il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni
La leader di FdI Giorgia Meloni e il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni ANSA

MILANO - Roberto Maroni in un'intervista a La Stampa spiega perché il 22 i lombardi devono votare sì al referendum sull'autonomia. «Dato il mio ruolo istituzionale, io dico solo che devono votare. E mi auguro che lo facciano tutti. Il referendum è importante per molte ragioni. Ne cito solo due: una, perché così la Regione avrebbe più competenze, magari tutte e 23 quelle previste dall'articolo 116 della Costituzione; seconda, perché avrebbe anche le risorse per farsene carico. La Lombardia versa allo Stato 54 miliardi più di quelli che riceve. In Veneto sono 15, in Catalogna 8, nel Baden-Wurttemberg uno e mezzo. Ecco, io voglio che di quei 54 miliardi almeno la metà restino qui».

Il messaggio alla Meloni
Il governatore lombardo chiarisce anche che il referendum non è il primo passo verso la secessione. «Nel quesito sottoposto agli elettori si dice che la Lombardia chiede più competenze 'nell'ambito dell'Unità nazionale'. L'Unità, nessuno la mette in discussione. Basta che chi polemizza legga». Ad esempio Giorgia Meloni: «La Meloni legga il quesito. E sappia che la frase sull'Unità è stata aggiunta su richiesta del gruppo di Fratelli d'Italia. Insomma, sua».

Berlusconi? Ci aiuterà
Quanto a Forza Italia Maroni assicura che sul territorio sta dando una mano alla Lega: «io aspetto il 14 quando ci sarà a Milano la manifestazione di FI con Berlusconi. Mi aspetto che il 14 parli del referendum. Che poi magari dentro FI qualcuno freni, è vero. L'errore è considerare questo il referendum di Maroni o di Zaia o della Lega. Invece è il referendum dei lombardi e dei veneti».

Bossi: dobbiamo votare sì
Sul tema si è espresso anche il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi, che ha votato l'intera sua carriera politica alla causa indipendentista. «Dobbiamo votare sì, bsigona mettersi una mano sulla coscienza perchè l'anno scorso hanno chiuso 100mila aziende e le consguenze potrebbero essere disastrose a livello sociale", ha detto Umberto Bossi intervistato da Telesettelaghi sul referendum per l'autonomia della Lombardia. «Abbiamo spinto Maroni e Zaia a muoversi nel senso autonomia per cercare di dare meno soldi a Roma - ha spiegato lo storico leader leghista - che non si a neppure dove vanno a finire, per anni hanno chiesto soldi al Nord per sviluppare il Sud, per la prima volta la Lombardia ne ha bisogno per sviluppare investimenti. C'è una grave crisi sociale e ci serve uno scudo contro il disastro. Maroni col sì avrebbe la forza di trattare con Roma da posizioni di forza, e dimezzare quanto da a Roma, metà resterebbe alla Lombaria da investire e sarebbe la soluzione ideale. La Lombardia - ha insistito Bossi - ha assolutamente bisogno di salvarsi dalla crisi sociale che sta incalzando e che può esplodere il prossimo anno. Bisogna votare con la mano sulla coscienza, impedire che esploda il fattore Lomabrdia, una grave crisi sociale che spazzi via la nostra società».