14 novembre 2019
Aggiornato 10:30
Immigrazione

Stop al patrocinio gratuito per gli immigrati irregolari. La proposta di Simonetti contro il buco da 40 milioni nelle casse dello Stato

Intervista all'onorevole Roberto Simonetti, Lega Nord, che ha presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia per fare luce su qualcosa che ha davvero dell'incredibile

ROMA - Stop al patrocinio gratuito a carico dello Stato per i ricorsi di immigrati irregolari. E' la proposta dell'onorevole Roberto Simonetti, Lega Nord, che ha presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia per fare luce su qualcosa che ha davvero dell'incredibile. Negli ultimi 5 anni secondo il quotidiano «La Verità», ci racconta Simonetti al telefono, quasi 118 mila sedicenti profughi sbarcati in Italia si sono visti respingere, dalle commissioni territoriali, la richiesta dello status di rifugiato o di altre forme di protezione internazionale. Almeno il 40% delle richieste viene negato, solo il 5% di chi arriva in Italia ottiene ad esempio il diritto di asilo. Dato però che i tribunali civili sono più propensi, rispetto alle commissioni, a concedere visti anche a chi non ne avrebbe diritto, dal 2012 si è registrata un’impennata dei ricorsi a carico dello Stato. «Gli irregolari hanno diritto di fare ricorso in primo grado al Tribunale civile entro 30 giorni dalla notifica di diniego. Qualora il Tribunale dopo i 4 mesi di rito – che saranno di più perché il decreto Minniti non è ancora attuato nella sua interezza – ricevano un secondo diniego, possono ricorrere direttamente in Cassazione. Queste persone non hanno la possibilità di pagarsi un avvocato, che normalmente per una pratica come questa chiede un onorario di 1000/1500 euro, dunque possono accedere al patrocinio gratuito dello Stato».

Un buco da 40 milioni che si somma ai 4 miliardi di costo dell'accoglienza
Risultato? Gli irregolari che si sono visti bocciare il riconoscimento dello status di rifugiato o simile, possono di fatto intraprendere un'azione di ricorso contro lo Stato, pagato dallo Stato stesso, attraverso appunto l'istituto del patrocinio gratuito. Il paradosso dei paradossi. «Un controsenso» chiosa Simonetti, «perché se lo Stato ha già negato lo status del soggetto attraverso le commissioni competenti, lo stesso soggetto può rifarsi contro lo Stato, che lo ha già giudicato, con i suoi stessi soldi». Un paradosso che, secondo i dati che stanno circolando, avrebbe prodotto un buco di 40 milioni nelle casse dello stato. «Numeri incredibili che vanno a sommarsi ai costi dell'accoglienza, che pesa sul contribuente italiano quasi 4 miliardi l'anno».

Agli irregolari anziché ai cittadini bisognosi
Non solo: da maggio 2015, è stato anche aumentato il limite di reddito al di sotto del quale si può ottenere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. «Ampliamento che invece avrebbe dovuto interessare i cittadini italiani più bisognosi o vittime della malagiustizia e non diventare una tassa per i contribuenti a beneficio di immigrati non aventi diritto» prosegue il deputato leghista. «Per questo ho presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia per sapere a quanto ammonta il buco generato dal patrocinio gratuito per gli immigrati irregolari e se si prevedono interventi per scongiurare il rischio di un incremento abnorme delle «spese di giustizia» correlato a questi ricorsi». La Lega si chiede anche se il Governo non ritenga opportuno assumere iniziative per «escludere i ricorsi promossi dagli immigrati irregolari contro il diniego di una forma di protezione umanitaria dal beneficio del patrocinio a spese dello Stato».

«Boldrini parli pure così fa prendere voti alla Lega»
Tutto ciò avviene proprio mentre la presidente della Camera Laura Boldrini chiede che vengano destinate più risorse per l'integrazione, sul modello della Germania. «La presidente Boldrini, anzi il presidente come ci tengo a dire io, vive in un mondo tutto suo e ogni volta che propone qualche iniziativa fa acquistare molti voti alla Lega Nord perché le persone di buon senso capiscono che queste sono solo farneticazioni». L'accoglienza «è già molto onerosa per lo Stato: 4 miliardi l'anno che vanno di fatto ad essere spesi nei famosi 35 euro al giorno per immigrato a favore di tutte quelle cooperative che svolgono un business dell'accoglienza e non una reale integrazione». Il patrocinio gratuito a queste persone non è altro che «la ciliegina sulla torta della farsa che i cittadini devono sopportare».

«Il vento dell'autonomia non si fermerà»
Cosa cambierà concretamente il 22 ottobre se la Lega riuscirà con il suo referendum ad ottenere l'autonomia di Lombardia e Veneto? «Mi auguro che lo Stato centrale prenda finalmente atto del fatto che il vento del federalismo, dell'autonomia, dell'identità continua ad essere preponderante».Hanno cercato di «fermarlo» attraverso una riforma costituzionale "ipercentralista», che "toglieva potere alle Regioni, cancellava le Province, le identità comunali. Quel muro che il Pd ha cercato di erigere attraverso Letta, Renzi, Monti è stato abbattuto inizialmente con il voto referendario, che è stato un vero plebiscito. Il secondo decisivo appuntamento è proprio quello del 22 ottobre, attraverso il quale i cittadini potranno riprendersi in mano il proprio destino, demandando ai presidenti di Regione la possibilità di negoziare con lo Stato italiano, non un patto leonino in cui lo Stato la fa da padrone, ma un patto in cui la Regione arriva con il coltello girato dalla parte del manico, forte della spinta democratica che lo ha legittimato a farlo».