20 luglio 2019
Aggiornato 03:00
Immigrazione e criminalità

Gang di nigeriani controllano racket di droga e prostituzione: Italia a rischio tribalizzazione territoriale

Il capoluogo siciliano è minacciato da una nuova mafia nigeriana che ha contatti con Cosa Nostra per controllare il racket di eroina e prostituzione: una vicenda denunciata dalla stampa inglese e quasi ignorata da quella italiana, oggetto dell'interrogazione parlamentare dell'on. Daniele Capezzone

ROMA – Il capoluogo siciliano è minacciato da una nuova mafia nigeriana che ha contatti con Cosa Nostra per controllare il racket di eroina e prostituzione. Una vicenda praticamente ignorata dai grandi quotidiani italiani, e portata alla luce invece dalla stampa inglese. A parlarne inizialmente è stato il Times a fine giugno, a cui si sono aggiunte altre rivelazioni del Guardian. Una questione, fino alle ultime ore praticamente passata sotto silenzio in Italia, di tale rilevanza in termini di sicurezza che in queste ore è stata oggetto dell'interrogazione parlamentare di Daniele Capezzone, deputato di Direzione Italia. E' stato dunque il Times, a denunciare la presenza di gang paramilitari nigeriane e centrafricane sul suolo italiano, già soprannominate dall’intelligence britannica «I Vichinghi»: gruppi che, secondo gli 007 inglesi, armati di machete, hanno prima controllato il traffico di esseri umani, e oggi considerano Palermo un punto d’approdo e smistamento in Italia per centinaia di migliaia d’immigrati.

Tribalizzazione territoriale
Per i giornalisti britannici, addirittura, il Belpaese starebbe correndo il rischio di subire una vera e propria «tribalizzazione territoriale», poiché c'è il rischio di una vera e propria spartizione del territorio tra bande di migranti potrebbero, come già oggi avviene in alcune zone dell'Africa centrale, attraversate da guerre civili e atavici conflitti tribali. Ha confermato al Times tali rischi Rodolfo Ruperti, capo della polizia di Palermo, spiegando come la gang dei Vichinghi sia sorta «mentre la polizia sgominava l’organizzazione dell’Ascia Nera (struttura mafiosa nigeriana in Italia): quando elimini una gang, subito altre vengono a colmarne il vuoto». Secondo quanto riferito dai servizi britannici, si tratterebbe di «organizzazioni molto gerarchiche, con capi presenti in ogni città».

Armare i centri d'accoglienza
Uno dei più inquietanti scenari prospettati dagli inglesi è che tali gang possano anche armare i centri d’accoglienza, e coloro che vivono nei palazzi occupati, per fronteggiare le forze dell’ordine in eventuali focolai di guerriglia urbana. Il caso italiano sarebbe dunque da tempo oggetto di studio anche fuori dal Belpaese, al punto che Scotland Yard avrebbe consigliato maggiore controllo sui voli in entrata dall’Italia, e perquisizioni accurate sui vettori su rotaia e gomma che attraversano il canale.

Un fenomeno non nuovo
Di fronte a tale rischio, sembra che il modus operando della politica italiana sia stato quello di non allarmare la popolazione per il rischio di assalti da parte di gruppi «paramilitari extracomunitari». In realtà, il fenomeno starebbe già prendendo piede sul territorio: alcune bande sudamericane avrebbero già il controllo di una decina di edifici a Milano e di una zona a Genova, e lungo l'Adriatico sarebbero già state segnalate bande di africani.

L'interrogazione di Capezzone
Da qui, l'interrogazione parlamentare presentata da Capezzone e indirizzata al ministro dell'Interno, nella quale vengono esplicitamente citate le preoccupazioni dello stesso Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, secondo cui «sta arrivando un enorme numero di nigeriani. C’è una comunità criminale nigeriana che fa paura. Le associazioni criminali nigeriane hanno caratteri ancora più strutturate delle mafie italiane. La differenza è che i nigeriani in Italia trafficano in droga e prostituzione, ma non attaccano il territorio. Per ora». Il parlamentare chiede dunque a Minniti «se il Ministro sia a conoscenza di tale preoccupante situazione riguardante la criminalità organizzata nigeriana, se abbia ricevuto rapporti dall’intelligence che confermino il quadro emerso dall’inchiesta giornalistica britannica  e quali concrete iniziative intenda intraprendere per scongiurare il proliferare di questo fenomeno criminale».

L'allarme della DIA
Rivelazioni, insomma, da approfondire con la massima urgenza, a maggior ragione perché, secondo l'ultima relazione della DIA, Direzione Investigativa Antimafia, tra i gruppi criminali stranieri che in Italia hanno dimostrato una notevole versatilità nel traffico degli stupefacenti e nello sfruttamento della prostituzione vi sono proprio i nigeriani.