21 febbraio 2019
Aggiornato 23:00
Immigrazione

L'elogio pre-elettorale di Minniti dall'estero: ha fermato gli sbarchi (e dà fastidio al suo stesso partito)

Minniti celebrato all'estero come una superstar, come colui che è riuscito a interrompere le partenze di migranti clandestini dalla Libia verso l'Italia

Il ministro degli Interni Marco Minniti
Il ministro degli Interni Marco Minniti ANSA

ROMA - Minniti celebrato all'estero come una superstar, come colui che è riuscito a interrompere le partenze di migranti clandestini dalla Libia verso l'Italia. Dopo il Guardian, anche die Welt tesse le lodi del ministro, definendolo "l'uomo che ha chiuso la rotta mediterranea». Il titolare del Viminale, si legge sul quotidiano tedesco, "è diventato il politico più amato in Italia, come testimoniano i sondaggi del mese di settembre». Alcuni media vedrebbero persino in lui il probabile candidato premier del Pd nelle prossime elezioni.

"I gommoni non partono più"
"I gommoni - scrive die Welt - non partono più dalle coste libiche e ciò determina un minor afflusso di migranti in Italia. I media danno notizia del fatto che il Governo italiano finanzia anche delle milizie in Libia che, invece di mettere rifugiati sulle imbarcazioni, li riportano nei campi. La politica restrittiva del ministro dell'Interno del Pd divide anche il suo stesso partito, la sinistra. Alcuni hanno visto in lui lo 'sbirro', il poliziotto scaltro o addirittura un informatore. Uno che lavora utilizzando i metodi dei Servizi segreti".

Dà fastidio dentro al suo stesso partito
"Il ministro dell'Interno - prosegue die Welt - trova anche delle resistenze nel Governo stesso. Alcuni lo criticano, dall'interno, in quanto avrebbe tolto delle competenze al ministro degli Esteri Angelino Alfano». Quando all'inizio di agosto il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha mosso delle critiche in pubblico, Minniti ha minacciato le dimissioni. Il premier Paolo Gentiloni ha richiamato all'ordine la sua squadra di governo. Il suo ministro dell'Interno, Gentiloni lo sa bene, è ormai indispensabile. "Non solamente come ministro tecnico, ma anche per il partito». Dà fastidio a molti nel Pd, insomma, che Minniti abbia ottenuto un ampio consenso nell'elettorato, cosa questa che non è sempre riuscita all'ex capo del Governo, l'attuale segretario del partito Matteo Renzi. "Ciò anche se Minniti è riservato con i media. Non si vede nei talk show». A questo punto una domanda ci sorge spontanea: il pugno di ferro adottato da Minniti sull'immigrazione non sarà una mossa pre-elettorale per accapparrarsi i voti di migliaia di italiani che hanno sempre votato Pd ma che ora si rivelano esausti di fronte alla solita retorica buonista-mondialista che non regge più? Vedremo...