Immigrazione

Migranti, Di Maio: soldi degli italiani a criminali libici? Governo faccia chiarezza

Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha chiesto che il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'Interno Marco Minniti facciano chiarezza a proposito del loro intervento per bloccare i flussi migratori dalla Libia

Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio
Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - «I lager per migranti? Il governo ci dica se stiamo pagando i criminali libici». Lo ha dichiarato oggi il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio rispondendo alle domande di Giornalettismo.com a margine di un incontro a Nola (Napoli). «Vogliamo sapere - ha spiegato - se si stanno dando soldi degli italiani a organizzazioni criminali libiche, questo è il nostro principale obiettivo. Da lì forse potremmo scoprire che stiamo pagando organizzazioni criminali libiche per contenere il fenomeno ma a danno dei diritti umani. Su questo deve chiarire il governo Gentiloni e il ministro dell'Interno Minniti, che ha avuto relazioni con i libici. Bisogna con la Libia e quelli che la rappresentano, in questo momento non è uno Stato stabile».

Al posto di Minniti
Ma cosa avrebbe fatto al governo al posto di Minniti? «Sul tema dell'ong - ha dichiarato Di Maio - ci è venuto dietro il governo, sul tema del regolamento di Dublino adesso ci vengono dietro Macron e la Merkel. Quello che abbiamo detto in questi anni è quello che stanno facendo altri gruppi parlamentari di maggioranza», rivendica Di Maio. Che osserva: «Il punto vero è che: o si fa tutto insieme o diventa un fenomeno difficile da gestire. Ci sono paesi in Europa che non stanno ripartendo per quote i migranti che arrivano, Paesi che continuano a utilizzare il regolamento di Dublino per lasciare a carico nostro tutti i problemi legati all'immigrazione, in Italia ci sono ancora una serie di leggi che mancano come quella per la polizia giudiziaria a bordo delle navi che fanno operazioni di soccorso e salvataggio nel Mediterraneo per vedere se si stanno rispettando le regole».

Stabilizzare la Libia
«Altro punto: da un anno chiediamo una conferenza di pace sulla Libia per stabilizzare la Libia», ha continuato il vicepresidente della Camera. Secondo cui per stabilizzarla è necessario mettere al tavolo tutti gli attori di quel Paese. «Non dovevamo lasciare la possibilità a Macron di organizzare la conferenza in Francia. In quella regione abbiamo una grande influenza diplomatica che viene da una storia di relazioni. Siamo stati in ritardo, adesso andiamo al traino. E non aiuta il fatto che il ministro degli Esteri sia Angelino Alfano: quello che da ministro dell'Interno insieme ai precedenti ministri ha provocato questo disastro adesso dovrebbe risolverlo», conclude.