Italia | Emergenza sbarchi

Migranti, anche Save the Children si arrende: «Stop ai salvataggi»

Dopo Medici senza frontiere e Sea Eye, anche Save the Children è costretta a sospendere le operazioni di salvataggio in mare a causa dei rischi per l'equipaggio

Anche Save the Children ha sospeso le operazioni di salvataggio.
Anche Save the Children ha sospeso le operazioni di salvataggio. (ANSA/ ORIETTA SCARDINO)

ROMA - Dopo Medici senza frontiere e Sea Eye, ora è la volta di Save the Children. Il Mediterraneo non è più sicuro per le Ong, che si ritirano una dopo l'altra dalle operazioni di salvataggio. Anche quest'ultima, infatti, ha annunciato che è pronta a sospendere il suo operato se le condizioni di sicurezza non muteranno a breve termine. «Save the Children è pronta a riprendere le proprie operazioni nella zona di salvataggio, ma abbiamo il dovere di garantire la sicurezza del team e l'efficacia delle operazioni. Prima di poter riprendere la missione dobbiamo avere rassicurazioni in particolare sulla sicurezza del nostro personale, se non le avremo saremo costretti a considerare la sospensione delle operazioni, anche se speriamo di non doverlo fare» fa sapere Rob MacGillivray, direttore delle operazioni di Save the Children. L'Ong è inoltre molto preoccupata per l'attuale diminuzione della capacità di salvataggio in mare, dovuta alla sospensione delle attività di altre Organizzazioni presenti nel Mediterraneo.

Una decisione difficile condivisa con le altre Ong
«Capiamo e rispettiamo tutte le Ong che come noi in questo momento si trovano a dover prendere una difficile decisione - ha aggiunto il direttore -. La pausa delle operazioni delle navi mette infatti a rischio vite umane e diminuisce la capacità di salvataggio e per questo è necessario poter continuare e riprendere appena possibile». Le tantissime testimonianze che Save the Children ha raccolto da bambini e ragazzi salvati in questi mesi, parlano di violenze e abusi gravissimi subite anche dai bambini e dalle bambine più piccole.

L'appello di Save the Children
«In questo quadro quindi - prosegue l'Ong -, la preoccupazione che le operazioni di salvataggio possano essere rese inefficaci e che migliaia di persone possano rimanere nei centri di detenzione libici, preoccupa fortemente». Per Save the Children è necessario che vengano garantite le condizioni per le operazioni di ricerca e salvataggio ma è altresì necessario anche un forte intervento anche in Libia per garantire che vengano rispettati i diritti umani. Anche alla luce di tutto questo e dell'odierna richiesta di aiuto del governo libico, Save the Children «è pronta a fare la propria parte e a continuare a perseguire la propria missione di salvare i bambini, valutando la possibilità di intervenire anche in Libia qualora naturalmente vi siano le giuste condizioni di rispetto dei diritti umani».