21 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Immigrazione e Ong

Generazione Identitaria, le proteste dei pescatori tunisini contro la «Nave Nera» e il primo contatto con le Ong

La «Nave Nera» C-Star di Generazione Identitaria non ha potuto attraccare al porto di Zarzis, nel sud della Tunisia, a causa della protesta dei pescatori. Ma, navigando, ha incrociato per la prima volta la nave di SOS Mediteranee e MSF

ROMA - E' stata ribattezzata «Nave Nera», l'imbarcazione C-Star del gruppo di estrema destra "Generazione Identitaria", che a colpi di crowdfunding e donazioni si trova oggi nel Mediterraneo per mettere i bastoni tra le ruote alle Ong che salvano i migranti. Ieri, la nave è giunta persino vicino alla Tunisia,  con cui ha avuto le prime schermaglie con la Tunisia. In vista del probabile arrivo al porto tunisino di Zarzis, il «Collettivo dell'Africa del Nord contro la nave razzista C-Star» ha infatti lanciato un appello alla mobilitazione immediata «per impedire ogni tentativo di attracco e di rifornimento dell'imbarcazione anti-migranti e per mostrare loro il nostro disgusto nei confronti dei loro propositi e delle loro azioni», si legge in un comunicato pubblicato in rete dal gruppo. Ma la «Nave nera» deve fare i conti anche con il primo stop in mare. La C-Star ha infatti rinunciato a fare scalo, come era nelle sue intenzioni, a Zarzis, nel sud della Tunisia, per i rifornimenti dopo le sollevazioni dei pescatori locali. Così, è dovuta rimanere al largo delle coste tunisine in acque internazionali senza, sembrerebbe, una rotta precisa.

Primi contatti tra C-Star e navi delle Ong
Ieri si sono registrati i primi contatti in alto mare tra la nave di «Generazione Identitaria» e le imbarcazioni delle Ong. La prima ad avvistarla è stata l'Aquarius, nave della ong Sos Mediterranee e di Medici Senza Frontiere, che l'ha incrociata a circa 20 miglia dalle coste libiche. Paco Anselmi, giornalista dell'HuffPost UK a bordo dell'Aquarius, ha diffuso via twitter la registrazione della conversazione radio tra le due navi. «Stiamo per iniziare le operazioni di fronte alle coste libiche», dice l'addetto alla comunicazione radio della Nave Nera, «vi consigliamo di lasciare l'area perché state agendo come elemento di richiamo per i trafficanti di esseri umani facendoli arricchire. Vi stiamo osservando, sono finiti i giorni senza che nessuno vi osservi», continuano dalla C-Star. «Grazie per l'informazione», è la replica dell'Aquarius.

La protesta dei pescatori e il mancato permesso
Ma a bloccare l'attracco della C-Star sulle coste tunisine sono state le proteste dei cittadini di Zarzis contro quella che definiscono la «nave razzista».  Non solo: per Guardia nazionale e Capitaneria di Porto la C-Star non avrebbe neppure chiesto il permesso di attraccare. Così, la rinuncia della nave ad attraccare è stata salutata come un successo.

L'inchiesta di Famiglia Cristiana
Ieri Famiglia Cristiana ha parlato di un possibile legame tra l'iniziativa di Generazione Identitaria Defend Europe e il sequestro della nave Iuventa dell'ong tedesca Jugend Rettet, nell'occhio del ciclone per presunti rapporti con i trafficanti e gli aiuti mancati nei confronti delle autorità che operano in mare. Secondo il settimanale cattolico, esisterebbe contatto tra la società di sicurezza privata Imi Security Service di Cristian Ricci - ovvero il gruppo di contractor che ha denunciato le "anomalie" della nave Iuventa, facendo aprire il fascicolo della Procura di Trapani - con l'ex ufficiale della Marina militare Gian Marco Concas, uno dei portavoce di Generazione identitaria, il gruppo di destra che ha lanciato la campagna Defend Europe contro lo sbarco dei migranti sulle coste italiane.