16 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Ok della Camera a taglio vitalizi parlamentari, cosa cambia (Senato permettendo)

Cori M5s da stadio in aula in attesa della proclamazione del voto, qualche dito medio dopo l'ok. È il clima in cui la Camera ha approvato la proposta di legge Richetti (Pd)

ROMA - Cori M5s da stadio in aula in attesa della proclamazione del voto, qualche dito medio dopo l'ok. È il clima in cui la Camera ha approvato la proposta di legge Richetti che taglia i vitalizi degli ex parlamentari. Ora la proposta passa al Senato per il secondo esame parlamentare. I cori, quelli con cui i tifosi attendono il gol, erano chiaramente udibili, e sono proseguiti nonostante i numerosi richiami della presidente Laura Boldrini. I sì sono stati 348, 17 i no, 28 gli astenuti. Molti gruppi contrari al provvediemnto non hanno partecipato il voto, chi uscendo dall'Aula chi - come Forza Italia - restando in Aula senza votare.

Arriva quindi un altro giro di vite per i vitalizi dei parlamentari, che ora saranno equiparati alle pensioni dei dipendenti pubblici: assegni meno ricchi, e che saranno «staccati» più tardi. arrivano in particolare due novità: la stretta riguarderà anche gli ex parlamentari; e gli assegni saranno staccati non più al compimento dei 65 anni ma più in avanti, in linea con le regole della riforma Fornero.

IL SISTEMA ATTUALE
Con la riforma dei Regolamenti interni delle Camere del 2012,l'assegno vitalizio di deputati e di senatori è stato abolito e al suo posto è stato istituito un sistema di tipo previdenziale. Tuttavia, i parlamentari cessati dal mandato prima del 2012 hanno continuato a percepire gli assegni vitalizi pre-riforma e a coloro che hanno esercitato un mandato prima di tale data, e che sono stati poi rieletti, viene applicato un sistema pro-rata, ossia basato in parte sulla quota di assegni vitalizi effettivamente maturata al 31 dicembre 2011 e in parte sulla quota calcolata con il nuovo sistema contributivo. I neo deputati, ossia quelli eletti la prima volta dopo la riforma, hanno invece diritto a una pensione interamente calcolata con tale sistema contributivo, che però ha regole differenti rispetto a quelle in vigore per i lavoratori dipendenti.

COSA CAMBIA
La proposta di legge Richetti prevede l'introduzione di un sistema previdenziale identico a quello vigente per i lavoratori dipendenti, e la sua estensione a tutti gli eletti, compresi gli ex parlamentari che attualmente beneficiano dell'assegno vitalizio, in modo da abolire definitivamente i trattamenti in essere basati ancora sul sistema dei vitalizi. La pdl interviene anche sui vitalizi dei consiglieri regionali e sul loroì trattamento previdenziale, in modo da adeguarli al nuovo regime valido per i parlamentari e per la generalità dei lavoratori. Si prevede, quindi, che le Regioni, sia a statuto ordinario, sia a statuto speciale, e le province autonome di Trento e di Bolzano si debbano adeguare a quanto previsto per i parlamentari nazionali, pena la decurtazione del 50% delle spese per i vitalizi.