16 ottobre 2019
Aggiornato 21:00

Vitalizi, la legge passa alla Camera. Ora attesa al Senato

Approvata alla Camera la proposta di legge Richetti sull'abolizione dei vitalizi dei parlamentari. Il testo, approvato a Montecitorio con 348 voti a favore, 17 contrari e 28 astenuti, passa ora al Senato

Camera dei deputati
Camera dei deputati ANSA

ROMA - Approvata alla Camera la proposta di legge Richetti sull'abolizione dei vitalizi dei parlamentari. Il testo, approvato a Montecitorio con 348 voti a favore, 17 contrari e 28 astenuti, passa ora al Senato. Pd, M5s, Sinistra Italiana, Lega e Fdi si sono espressi a favore del provvedimento. Contraria invece Forza Italia, i cui parlamentari avrebbero deciso di non partecipare al voto, pur essendo in aula, nel corso della riunione del gruppo a cui ha partecipato anche telefonicamente anche Silvio Berlusconi, che ha bollato il provvedimento come incostituzionale e lesivo dei diritti degli italiani perchè a rischio per la retroattività ci sono 20 milioni di pensioni.

Il ricalcolo non applicato alle pensioni
Un emendamento della commissione prevede che il ricalcolo interamente su base contributiva dei vitalizi dei parlamentari non potrà «in nessun caso essere applicata alle pensioni in essere e future dei lavoratori dipendenti ed autonomi». A partire dalla prossima legislatura, i criteri anagrafici per la pensione dei parlamentari saranno quelli della legge Fornero. Oggi il vitalizio viene maturato al compimento del sessantacinquesimo anno di età. L'adeguamento alla legge Fornero comporterà dunque un aumento dei requisiti anagrafici richiesti per l'accesso all'assegno mensile.
 Un altro emendamento approvato prevede che sarà sospesa la prestazione del vitalizio per il parlamentare che sia chiamato a ricoprire un incarico «istituzionale per il quale la Costituzione o altra legge costituzionale prevedano l'incompatibilità».

Cori da stadio dall'M5s
Il clima in cui la proposta di legge Richetti è stata approvata  era particolarmente animato. Addirittura, ci sono stati cori da parte dell'M5s da stadio in aula in attesa della proclamazione del voto, qualche dito medio dopo l'ok. I cori, quelli con cui i tifosi attendono il gol, erano chiaramente udibili, e sono proseguiti nonostante i numerosi richiami dellapresidente Laura Boldrini. Il dito medio lo denuncia il dem Fabio Rampi, e sempre - a suo dire - dai banchi M5s: «C'è il video, se serve dirò anche il nome della collega che ha mostrato così la sua eleganza, facendo per due volte il dito medio». Per poi aggiungere: «Porta un cognome importante, lo stesso del leader del suo movimento». Ovvero Giulia Grillo. Boldrini ha assicurato: «Se ne occuperà l'Ufficio di Presidenza».