Fascismo

Dopo Fiano e Boldrini anche Fratoianni rispolvera l'«antifascismo estivo»: è ora di revocare cittadinanze onorarie a Mussolini

Sinistra Italiana ha posto al Governo un`interrogazione parlamentare con primi firmatari Nicola Fratoianni, Daniele Farina e Giulio Marcon la richiesta di revoca delle cittadinanze onorarie che furono conferite al Duce durante il regime

Il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni propone la revoca delle cittadinanza onorarie che furono conferite a Benito Mussolini durante il regime
Il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni propone la revoca delle cittadinanza onorarie che furono conferite a Benito Mussolini durante il regime (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Tra il 1923 e il 1924 molte città italiane conferirono la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini per celebrare il primo anno della rivoluzione fascista. Oggi, 16 luglio 2017, dopo la spiaggia "nera" di Chioggia, dopo la proposta dell'on. Fiano di ampliare il reato di apologia del fascismo, e dopo le parole di Laura Boldrini, il tema è caldissimo. Davvero un argomento di grande attualità, non c'è che dire. Mezza Italia è invasa dall'emergenza migranti, l'altra (che poi è la stessa) è devastata dalle fiamme, eppure la sinistra a cosa pensa? Al fascismo che fu. E dunque, niente meno che l'on. Fratoianni dichiara: "E' ora di revocare le cittadinanze onorarie a Mussolini». Si chiede il segretario di Sinistra Italiana: "Il Governo intende valutare se sussistano i presupposti, anche mediante iniziative di natura legislativa, per revocare tutte le cittadinanze onorarie conferite dai comuni italiani a Mussolini?".

Censimento delle città e revoca
Non pago, aggiunge: "Il Governo intende intraprendere un censimento delle città che conferirono la cittadinanza onoraria a Mussolini, in quale data e quanti l'abbiano successivamente revocata». Queste ed altre sono le domande che Sinistra Italiana ha posto al Governo in un'interrogazione parlamentare con primi firmatari Nicola Fratoianni, Daniele Farina e Giulio Marcon. La revoca della cittadinanza non rappresenta per noi - proseguono gli esponenti della sinistra - un "approccio giacobino alla memoria", un'azione tesa a cancellare le tracce del passato, "perché dalle colpe non ci si può assolvere». La revoca rappresenta "una scelta di parte, in linea con la Costituzione repubblicana, perché non si possono «onorare» nello stesso elenco il fondatore e massimo esponente del fascismo e chi lo ha combattuto insieme agli antifascisti o a coloro a cui oggi la cittadinanza onoraria viene conferita per l'impegno nel dare concretezza ai principi costituzionali".

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"Anello di una catena di tragicomiche complicità e cecità"
Peraltro - proseguono - non risulta agli interroganti "che gli storici abbiano approfondito la vicenda delle cittadinanze onorarie, di cui oggi si è persa memoria e spesso anche la documentazione, ma la loro concessione fu uno degli anelli di una catena di tragiche complicità, cecità, calcoli, vigliaccherie, che portarono l'Italia alla catastrofe del fascismo e della guerra». Agli interroganti risulta che, negli ultimi anni, la cittadinanza è stata revocata da Firenze, Torino, Anzola, Aulla, Fossombrone, Maenza, Rivoli, Salorno, Termoli, Torre Pellice. Presto potrebbero farlo Pisa, forse Bologna; altri comuni hanno votato contro la revoca (ad esempio Aosta, Brescia e Ravenna). Viva la demagogia politica che sposta la discussione sul nulla. Buona domenica, e buona estate...