Immigrazione

Ius soli, Pd: avanti solo se abbiamo numeri certi, e li avremo come per le unioni civili

Il responsabile comunicazione del Pd, Matteo Richetti, si dice fiducioso rispetto all'approvazione dello ius soli. Intanto qualcuno attacca: 'M5s e Lega alimentano campagna di disinformazione'

Il premier Paolo Gentiloni con il segretario del Pd Matteo Renzi
Il premier Paolo Gentiloni con il segretario del Pd Matteo Renzi (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - La legge che introduce in Italia lo ius soli su cui il Governo sta valutando di porre la fiducia andrà al voto del Senato e poi della Camera solo se avrà "numeri certi" in entrambi i rami del Parlamento. Lo ha detto il responsabile comunicazione del Pd, Matteo Richetti, rispondendo ai giornalisti in merito alle preannunciate dimissioni del ministro Ap Enrico Costa in caso di fiducia sullo ius soli. "Le prossime ore - ha spiegato - sono decisive e si deciderà. Il Pd seguirà l'indicazione del presidente del Consiglio Gentiloni. Noi vogliamo lo ius soli e siamo pronti ad andare fino in fondo ma negli ultimi sei mesi di legislatura vanno avanti le leggi che hanno ragionevole certezza di avere il consenso in entrambi i rami del Parlamento». In particolare, "il Pd non vuole né intende creare inciampi e ostacoli al governo». E quanto ai ministri di Ap "mi sembrano assumere posizioni contraddittorie con quanto sostenuto fino a ieri".

Richetti fiducioso
Richetti, da parte sua, si dice comunque "fiducioso" che i numeri per approvare lo ius soli " alla fine ci saranno». "Ricordo - ha sottolineato- che anche sulle unioni civili dicevano che i numeri non ci sarebbero mai stati e invece la legge è stata approvata. Noi - ha ripetuto- vogliamo lo ius soli e non rinunciamo alla battaglia. Non si può usare in maniera strumentale questa legge». E "la strada maestra è approvarte il testo che è in Senato e usare lo stesso poi nell'altro ramo perchè siamo al termine della legislatura». "Spero che nessuno pensi di usare a fini tattici e pre-elettorali la riforma del diritto di cittadinanza, con il quale stiamo dando all'Italia una legge adeguata alle esigenze e alle prospettive di centinaia di migliaia di minori che nascono e crescono in Italia.

M5s e Lega alimentano campagna di disinformazione
Nella maggioranza, chi vuol lanciare segnali agli alleati o al governo, come sembra voler fare il ministro Enrico Costa, lo faccia nelle sedi e nei modi opportuni, non danneggiando il futuro di tanti giovani italiani che chiedono solo il diritto di sentirsi tali». Lo afferma in una nota Gianfranco Librandi di Civici e innovatori. "Allo stesso modo, è inaccettabile - aggiunge - che tra le opposizioni grillina e leghista si stia alimentando una campagna di disinformazione, tesa a creare confusione tra due temi che non hanno nulla a che fare tra loro, come l'integrazione di chi e nato e cresciuto in Italia e l'emergenza immigrazione di questi mesi", conclude Librandi.