17 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Lotta alla mafia

Mafia e massoneria si spartivano Messina. 30 arresti, tra cui funzionari e imprenditori

Una connivenza tra mafia e massoneria manovrava la vita pubblica di Messina. Un blitz dei Carabinieri però ha portato a 30 arresti, tra cui l’ex presidente dei costruttori di Messina, Carlo Borella

Carabinieri blitz a Messina
Carabinieri blitz a Messina ANSA

MESSINA – Una maxi-operazione dei Carabinieri Ros e del comando provinciale di Messina ha portato, all’alba di stamani, all’arresto di 30 persone, tra cui anche l’ex presidente dei costruttori di Messina Carlo Borella. L’inchiesta che ha portato in carcere imprenditori e pubblici funzionari è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Messina Sebastiano Ardita. Così è stata sgominata quella che è stata giudicata una vera e propria cellula catanese di Cosa Nostra, che per molti anni ha condizionato la vita pubblica della città siciliana – e non solo. Il blitz ha fatto finire in manette anche funzionari del Comune che, insieme a esponenti della società che conta, si erano affiliati tra di loro con l’accordo di mantenere un vincolo di segretezza tipico della massoneria, in una commistione che coinvolge così mafia, politica e massoneria. Gli arrestati, spiegano gli investigatori, erano legati «a un disegno di gestione di interessi economici illeciti contrassegnati da riservatezza e reciproca affidabilità». L’indagine che ha fatto scattare le manette nei confronti di professionisti, imprenditori, titolari di società, funzionari del Comune non si è fermata a Messina, ma è stata estesa anche alle città siciliane di Catania, Siracusa e del Nord quali Milano e Torino.

Le imputazioni
I reati contestati dalla Procura ai trenta arrestati vanno da associazione mafiosa a concorso esterno, e poi corruzione, estorsione, riciclaggio e traffico di armi. Di questi, dieci hanno ottenuto dal Gip gli arresti domiciliari. Gli imputati erano legati dall’attività criminosa di una cellula di Cosa Nostra catanese, a Messina. Questa è una diretta propagazione della famiglia mafiosa dei Santapaola. L’indagine ha scoperchiato un’attività di corruzione nel settore immobiliare e degli appalti pubblici, favorito dal sodalizio delle parti coinvolte. In particolare, si sono scoperte le collusioni con funzionari dell’amministrazione comunale messinese per l’acquisizione di immobili che sarebbero poi stati adibiti ad alloggi popolari. L’attività della cellula mafiosa non si fermava all’edilizia pubblica, ma si estendeva anche alle corse clandestine di cavalli, alle scommesse calcistiche e ai giochi online.