Ventimiglia, immigrati nascosti nei boschi cercano di raggiungere la Francia
Ventimiglia è di nuovo al centro delle cronache per il tentativo dei migranti, nascosti nei boschi, di lasciare l'Italia e raggiungere la Francia, nonostante il regolamento di Dublino

VENTIMIGLIA - Ventimiglia, non da oggi, è il simbolo di un'Europa che si infrange sul flusso migratorio. L'accoglienza che non funziona, gli Stati che si rimbalzano le responsabilità, l'enorme ipocrisia del regolamento di Dublino e i tentativi di aggirarlo. La città ligure al confine con la Francia, ogni estate di questi tempi, balza puntualmente all'onore delle cronache per i tentativi dei migranti di lasciare l'Italia e raggiungere il territorio francese, in barba ai trattati. E' accaduto anche quest'anno: i migranti, infatti, stanno risalendo il fiume Roja per dirigersi al confine.
L'iniziativa con i «no border» tedeschi
Prima dormono sugli argini del fiume, accampati in un'autentica discarica piena di rifiuti, stracci e sporcizia. Ora, si nascondono nei boschi situati tra i comuni di Ventimiglia e Olivetta San Michele, a pochi metri dal confine francese. Ieri, poco dopo la mezzanotte, circa 400 di loro hanno lasciato l'accampamento per cercare di valicare il confine guidati da alcuni attivisti tedeschi «no border». Il tentativo era quello di evitare lo sgombero dopo l'ordinanza di pulizia del greto del fiume emessa dal sindaco di Ventimiglia.
L'intervento di polizia e carabinieri
Sono quindi intervenuti sul posto polizia e carabinieri, che hanno cercato di disperdere il gruppo di profughi sudanesi lanciando fumogeni; tuttavia, i migranti si sono divisi e sono riusciti a far perdere le loro tracce, spargendosi nei boschi. Qui almeno erano nascosti fino a ieri sera, nell'attesa che calasse il buio, con ogni probabilità per oltrepassare il confine.
Vogliono andare in Francia, ma la Francia non li vuole
I migranti si sono diretti verso il colle di Tenda, camminando nel greto del fiume per oltre cinque chilometri verso la Francia. Giunti a Calvo, il gruppo di migranti si è diviso: all'incirca una cinquantina di loro si è fermata nella zona della frazione di Torri. L'altro gruppo ha invece proseguito verso il valico di frontiera di Fanghetto. E ha lanciato un appello alla Francia: «Chiediamo di avere la nostra dignità di uomini. Se la Francia ci respinge, deve intervenire l'Europa a garantire i nostri diritti. Siamo qui da giorni, settimane, mesi. Viviamo in un fiume perché nel campo della Croce Rossa non c'è posto per tutti. Alcuni di noi hanno tentato anche una cinquantina di volte di attraversare il confine ma la polizia francese ci ha sempre respinti. Nessuno di noi vuole restare in Italia: oggi vogliamo riuscire a raggiungere la Francia per avere lì una vita che sia dignitosa». Nessuno di loro vuole restare in Italia, ma la Francia non li vuole. E il regolamento di Dublino le dà ragione.
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