18 agosto 2019
Aggiornato 23:00
Immigrazione

Pesaro, detenuti maghrebini si ribellano per aver ricevuto poco olio durante il Ramadan

Nel carcere di Pesaro alcuni detenuti maghrebini avrebbero protestato a causa del vitto, a loro dire insufficiente, ricevuto durante il Ramadan. Una protesta che è sfuggita di mano

Immigrati detenuti
Immigrati detenuti ANSA

PESARO - Immigrazione e diritti dei carcerati, due temi bollenti che quando si incrociano diventano ancora più scottanti. Come dimostra quanto accaduto nel carcere di Pesare, dove alcuni detenuti maghrebini, la scorsa domenica, hanno protestato contro l'amministrazione penitenziaria, colpevole di aver fornito loro una quantità di olio crudo insufficiente durante il Ramadan. La protesta, però, è sfuggita di mano. Perché non solo ci sarebbero stati materassi e lenzuola dati alle fiamme, ma addirittura alcuni agenti della polizia penitenziaria sarebbero stati minacciati con lamette da barba e olio bollente.

Minacce
Durante la notte, secondo quanto raccontato dai media, quattro detenuti nordafricani, tutti definitivi con un fine pena che vanno dal 2019 al 2026, avrebbero dato fuoco alla biancheria da notte e ai materassi. Quindi, uno di loro avrebbe minacciato i secondini che tentavano di domare l’incendio con alcune bombolette di gas da cucina, mentre un altro avrebbe usato lamette da barba e olio bollete.

Il motivo della protesta
Secondo quanto riporta il Resto del Carlino, i detenuti protestavano per il vitto - a loro dire insufficiente - distribuito durante il Ramadan, mese sacro per i musulmani, nel quale i fedeli si astengono dal bere e dal mangiare (oltre che da fumo e rapporti sessuali) dall'alba al tramontosarebbe da ricondurre al vitto distribuito durante il Ramadan, giudicato insufficiente.