14 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Legge elettorale in stallo. Renzi: «Pd da solo non ha i numeri»

Il segretario dem: «Gli altri si sono coalizzati per mandarci sotto persino sul presidente della Commissione al Senato»

Il segretario del Pd, Matteo Renzi
Il segretario del Pd, Matteo Renzi ANSA

ROMA - Un calendario di massima, un'ipotesi di percorso che possa garantire comunque l'approdo in aula il 29 maggio come deciso dalla capigruppo. E' quanto ha stabilito l'ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera che si sta occupando della legge elettorale, dopo che ieri Fi-Pd-Ap avevano chiesto che si rinviasse la presentazione del testo base di una settimana. 

Testo in aula l'11 maggio
L'ipotesi di calendario che è stata formulata prevede appunto che il testo base venga presentato l'11 maggio: se così fosse per rispettare il timing bisognerebbe affidare il mandato al relatore entro il 26 maggio e, dunque, tra l'11 e il 24 maggio si dovrebbe procedere alla presentazione e all'esame degli emendamenti. Il termine per sottoporre gli stessi sarebbe in quel caso il 16 maggio. 

Definire un testo base
Perché tuttavia si possa arrivare effettivamente alla definizione del testo base, il relatore, nonché presidente della commissione, Andrea Mazziotti, avvierà una serie di incontri informali con i gruppi parlamentari. 
Mazziotti ha spiegato che scriverà ai capigruppo di tutte le forze politiche presenti in commissione chiedendo di indicare dei «referenti» con cui fissare degli incontri che consentano di avere maggiore chiarezza sulle singole posizioni: l'obiettivo è appunto quello di definire entro giovedì della prossima settimana un testo base. 

Renzi: Pd da solo non ha i numeri
Il Pd non ha i numeri per approvare una legge elettorale maggioritaria. Lo spiega il segretario dem Matteo Renzi su Facebook rispondendo a un lettore che chiedeva un ritorno al maggioritario. «Il Pd condivide la tua posizione. Ma purtroppo in Parlamento da soli non abbiamo i numeri. E gli altri si sono coalizzati per mandarci sotto persino sul presidente della Commissione della legge elettorale al Senato. Noi ci proveremo fino alla fine. Ma purtroppo non dipende più solo da noi».